Sicurezza
Monti di Villa piange il ricercatore Enzo Paoletti
Partito da bambino per gli Usa era un’autorità della medicina Ogni anno tornava a Bagni di Lucca, alla quale era molto legato
BAGNI DI LUCCA. Monti di Villa piange la scomparsa del suo cittadino più illustre, il ricercatore Enzo Paoletti, ma ora la comunità si adopererà perché si avveri il suo sogno: trasformare la chiesetta nel bosco che aveva acquistato in un laboratorio di ricerca. Paoletti, 74 anni, se ne è andato pochi giorni fa: è lo scienziato che ha ideato una strategia per produrre “vaccini a Dna”. Lavorando con il suo collega Dennis Panicali, un virologo, nel dipartimento di salute dello Stato di New York, e utilizzando tecniche di ingegneria genetica, il ricercatore è stato in grado di trasformare il normale vaccino contro il vaiolo in vaccini che potrebbero essere in grado di prevenire altre malattie. In termini semplici Paoletti e Panicali, hanno alterato il Dna del virus vaccinico inserendo un gene da un altro virus. Gli sforzi hanno portato a più vaccini veterinari e allo sviluppo del primo vaccino a Dna per l’uomo, un vaccino contro l’encefalite giapponese a dose singola, chiamato Imojev.
«Enzo era nato a Monti di Villa ed era emigrato in America alla fine degli anni ’40 con il fratello, Lio, e la sorella Wilma – racconta Ivana Colò, anima della frazione sui monti di Bagni di Lucca, organizzatrice tra l’altro della – con la sorella Paoletti trascorreva dei lunghi periodi di vacanza qui da noi. Viveva a Seattle. Mi raccontava di una grande casa in riva al lago dove, con grande piacere, poteva ospitare figli e nipoti e dilettarsi in una sua grande passione, la pesca. Anche la sua compagna, Cathleen Hanlon, è ricercatrice nel campo dei vaccini».
Enzo, spiega Colò, amava moltissimo il suo paese natale: «Proprio l’anno scorso era riuscito a coronare uno dei suoi sogni, insieme alla sua compagna. Avevano potuto acquistare la chiesa di Sant’Antonio, ormai sconsacrata da tempo, in mezzo al bosco, su un’altura, dove avrebbero voluto costruire una struttura per poter seguire anche a distanza il lavoro. Semplice e schivo, Paoletti non amava parlare di sé. Era di animo profondo e sensibile, amava fare lunghe passeggiate nei boschi ascoltando i rumori della natura. Il suo motto era “vivi oggi come se fosse l’ultimo giorno”».
Ora i compaesani sperano che il sogno perseguito a lungo dal ricercatore possa venire realizzato. «Enzo era stato qui due mesi – prosegue Colò – poi era partito il 22 novembre. Quando mi ha salutato mi ha fatto capire che non ci saremmo più rivisti. Purtroppo è stato così. Era una persona davvero speciale, umile, amico di tutti. Per noi è una grande perdita. Anche se risiedeva in America, ritornava a Bagni ogni anno e proprio qui coltivava il suo sogno: realizzare uno studio/scuola dove ora sorgono i quattro muri portanti della chiesa sconsacrata di sant’Antonio».
Dopo varie vicissitudini Paoletti era infatti riuscito ad acquistare quello che restava della chiesa sconsacrata. Aveva dovuto lottare contro la burocrazia e i permessi delle Belle Arti e della Curia, ma alla fine ce l’aveva fatta. Anche se in pensione, non aveva mai cessato la sua attività di ricercatore e sognava di costruire proprio a Monti di Villa un laboratorio per proseguire i suoi studi. «Paoletti – conclude Colò – ha impiegato tante energie e forze economiche per questo progetto. Tutti noi speriamo che la famiglia possa portare avanti il suo sogno, anche la sorella viene qua ogni anno».
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