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l’eremo di Molazzana 

Mobilitazione popolare per Sant’Andrea

Mobilitazione popolare per Sant’Andrea

MOLAZZANA. Numerosi cittadini di Cascio, Molazzana, Montaltissimo, ma anche di altre località limitrofe, si sono mobilitati, con una petizione popolare, per fermare lo stato di degrado dell’eremo...

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MOLAZZANA. Numerosi cittadini di Cascio, Molazzana, Montaltissimo, ma anche di altre località limitrofe, si sono mobilitati, con una petizione popolare, per fermare lo stato di degrado dell’eremo medievale di Sant’Andrea, oggi conosciuto unicamente come chiesa o oratorio di Santa Maria Maddalena, o “Romita” di Cascio.

Dopo essere rimasta per molti decenni in stato di completo abbandono, questa antica chiesa monastica, dove intorno alla metà del XIII secolo dimorò una comunità di suore agostiniane, rappresenta, pur nelle disastrose condizioni attuali, una delle testimonianze storiche e artistiche più significative esistenti sul territorio di Molazzana. Può essere considerata come un esemplare di quell’arte romanica, cosiddetta minore, che è presente anche in altre aree del territorio lucchese.

L’interesse che negli ultimi anni è stato rivolto a questo manufatto, con saggi e pubblicazioni (non ultimo il volume di Amedeo Guidugli, su gli “Aspetti dell’eremitismo in Garfagnana”) pone in evidenza il suo interesse storico e architettonico e l’urgenza del suo recupero. Gli ultimi eventi bellici, il trascorrere del tempo e anche la sottrazione, da parte di ignoti, di elementi decorativi che facevano parte dello stesso fabbricato impongono oggi un intervento non più procrastinabile.

Già nel 1995 il Comune di Molazzana decise di approvare un ordine del giorno su Santa Maria Maddalena, ma l’iniziativa rimase fine a se stessa. Con la petizione, i cittadini hanno deciso di attivarsi nuovamente e, con la raccolta di numerose firme (che sono state presentate al sindaco) chiedono ora un impegno concreto da parte degli amministratori locali, per la salvaguardia dell’edificio.

Dal canto suo, anche il parroco di Cascio e Molazzana, fra Benedetto Mathieu, ha cercato negli ultimi anni di sensibilizzare la popolazione e le autorità celebrando una messa all’aperto, a ridosso delle rovine, in occasione (il 22 luglio9 della festa di Santa Maria Maddalena. Una cerimonia che si ripete dal 2013.

La mobilitazione trova conforto, proprio in questi giorni, nel finanziamento che il governo ha messo a disposizione sia per questo progetto, sia per il restauro della vicina chiesa di Sassi. Si tratta di un milione di euro che il Comune di Molazzana dovrà ricevere come contributo per i luoghi culturali da recuperare o reinventare per il bene della collettività. Tra i 273 interventi selezionati dalla commissione governativa nel giugno scorso ci sono, appunto, anche quelli riguardanti i due edifici sacri dismessi ubicati sul territorio di Molazzana. Questa località potrebbe dotarsi così di nuove attrattive turistiche e culturali che andrebbero ad arricchire i beni storici e artistici predel territorio della Garfagnana.

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