Trasporti
#LUCCAINSEGNE
Il lungo viaggio in 44 tappe si è concluso. #Luccainsegne, il nostro racconto attraverso le foto delle vetrine dei negozi storici di Lucca, è stato un successo come hanno testimoniato i tanti che...
Il lungo viaggio in 44 tappe si è concluso. #Luccainsegne, il nostro racconto attraverso le foto delle vetrine dei negozi storici di Lucca, è stato un successo come hanno testimoniato i tanti che hanno commentato i testi e le immagini che abbiamo pubblicato nel corso dell’ultimo anno, segnalandoci anche attività che meritavano di essere conosciute.
Una cavalcata nel nostro passato, l’abbiamo definita. In un passato collettivo, che riguarda l’intera città e anche i tantissimi che a Lucca sono sempre arrivati a fare compere. Perché, come abbiamo mostrato nel corso degli ultimi dodici mesi, il commercio non è un’attività come le altre per questa città e, in particolare, per il suo centro. Intorno al vendere e al comperare si è creata una vera e propria storia. O, meglio, una serie di storie, grandi e piccole. Che talvolta hanno incrociato la Storia, quella con la “esse” maiuscola. Come nel caso della gioielleria Pellegrini, fornitrice di casa Savoia quando i reali, negli anni Trenta, passavano parte dell’anno nella loro tenuta di San Rossore.
Abbiamo raccontato di vetrine che sono vere e proprie opere d’arte e che magari non hanno mancato, all’epoca, di scatenare furibonde polemiche. Avvenne, ad esempio, nel 1922 quando venne realizzato il nuovo negozio di profumeria Mennucci in via Fillungo e lo scultore incaricato (molto probabilmente Alfredo Angeloni, ma non vi è certezza assoluta) decise di impreziosire il marmo dell’ingresso con due rappresentazioni di Venere che furono da più d’uno ritenute troppo lascive.
Ci sono poi quei negozi, quelle insegne, che non hanno un particolare valore artistico ma che comunque meritano di essere citati per il segno che hanno lasciato in generazioni di lucchesi e di “forestieri”. Un esempio - ma se ne potrebbero citare tanti altri - è quello del “Disco Rosso” in via San Paolino. Un design inconfondibile per quello che è rimasto uno degli ultimi negozi tradizionali per i giocattoli, un baluardo che resiste ai centri commerciali e si superstore per bambini anche grazie alla capacità di puntare su un settore mai in crisi come il modellismo.
Creatività, impegno, capacità di rischiare. Ci sono tutti questi ingredienti nelle storie che abbiamo raccontato. E che abbiamo - soprattutto - fotografato grazie alla sapienza e alla dedizione della comunità lucchesi degli Instagramers (@igerslucca) e in particolare dei local manager Andrea Dovichi e Luca Stiantos Silva.
#Luccainsegne è terminato, ma non termina l’impegno del Tirreno nel raccontare le storie del nostro commercio. Per questo ne troverete altre nei prossimi mesi, e per questo chiediamo a chi ha negozi da segnalare, anche fuori dalle Mura, di contattarci. Perché se la pubblicità - come si dice - è l’anima del commercio, il commercio è l’anima di Lucca.
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