Sicurezza
«Invito i giovani imprenditori a impegnarsi»
Francesconi (Confindustria): servono volti nuovi nel direttivo Toscana Nord
LUCCA. Tra i compiti che il suo ruolo gli impone, da qui al termine del mandato (fine 2018), c’è la ricerca di “volti nuovi” per il consiglio direttivo di Confindustria Toscana Nord giovani: imprenditori dai diciotto ai quarant’anni di età, figli di imprenditori o prima generazione di fondatori e conduttori d’impresa. E il compito è arduo. «Ma entrare nel sistema Confindustria - spiega Stefano Francesconi, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Toscana Nord (Lucca, Pistoia, Prato) - è un’esperienza di formazione importante. Io mi sono innamorato di Confindustria, qui ho allacciato amicizie importanti e solide. E se hai un problema e vuoi confrontarti con un esperto, in Confindustria lo trovi. Per me è diventata una casa, devo molto all’associazione e mi piacerebbe continuare a impegnarmi nei suoi organismi. Non aspiravo alla presidenza ma ora che rivesto questo ruolo mi impegno al massimo».
Francesconi, 41 anni, vive a Camaiore e guida dal 2010 la Centro Pavimentazioni srl di Lucca. Da novembre 2017 presiede la sezione giovani di Confindustria Toscana Nord: come vice presidente più anziano del gruppo giovani, è succeduto nel ruolo in corso di mandato dopo che Alessio Ranaldo, pratese, ha lasciato la guida dei giovani imprenditori perché eletto presidente di Confindustria Toscana. Un lucchese (Francesconi) alla guida dei “giovani” di Confindustria Toscana Nord; un altro lucchese (Giulio Grossi) alla guida degli imprenditori “senior”sempre di Confindustria Toscana Nord. Un momento di grazia per la componente lucchese di Confindustria.
Francesconi annuisce. Ma il lavoro da fare è tanto, e lo sa. I giovani imprenditori iscritti al gruppo sono ancora una piccola parte (circa 70) del totale aziende iscritte all’associazione nel comparto Toscana Nord (circa mille). «Ho un anno - spiega - per creare la squadra che proseguirà il lavoro nel prossimo mandato. Vorrei portare due nuovi giovani nel direttivo per ogni provincia. Fare il presidente mi porta via molto tempo, e poi su tre territori come Lucca, Pistoia e Prato...».
Come è cambiato dopo l’accorpamento dei tre territori il lavoro negli organismi di Confindustria?
«Prima eravamo quindici rappresentanti locali nel direttivo lucchese. Adesso siamo cinque per ciascun territorio nel direttivo Toscana Nord. Ma senza niente togliere al nostro territorio, il livello si è alzato. E poi il direttivo attuale ha nove dei suoi componenti anche in consiglio regionale e sei in quello nazionale. Partecipare a questi organismi è un’opportunità di crescita personale e del territorio. Opportunità anche di natura commerciale per chi viene coinvolto. Invito nuove aziende a iscrivere e nuovi giovani imprenditori al nostro gruppo. L’iscrizione è gratuita se l’impresa fa già parte di Confidustria».
A quali progetti sta lavorando il direttivo dei giovani imprenditori di Toscana Nord?
«Nel 2018 siamo project leader del convegno nazionale che si svolge ogni anno a Santa Margherita in Liguria. Ci stiamo lavorando molto, cerchiamo sponsor. Il 29 gennaio avremo un incontro importante a Villa Cora a Firenze. E tra i progetti a breve c’è l’assise di Confindustria a febbraio. Si ritroveranno tutti i direttivi italiani e il presidente nazionale si metterà a disposizione dei territori per ascoltare problemi, proposte, anche singoli casi. E poi a fine febbraio faremo una visita al parlamento europeo a Bruxelles: tutti i presidenti dei gruppi giovani d’Italia faranno là la riunione annuale».
Giovane imprenditore: ci spieghi cosa significa oggi.
«Da tre anni preferiamo considerarci “imprenditori giovani”. Pochi oggi tra noi fanno i figli di papà. Per molti è dura: c’è chi continua a fare azienda e produzione, chi invece è inserito nell’azienda di tradizione familiare e deve portare avanti tradizione e innovazione».
Innovazione: in che modo?
«Innovare oggi equivale a cercare di abbassare i costi fissi senza alterare la qualità. Non licenziare, ma ottimizzare il processo: la sfida è questa».
Quali sono i problemi più sentiti dalle aziende nel comparto Toscana Nord come emergono dai vostri incontri periodici?
«Sono le infrastrutture, senza dubbio. E i costi energetici. Accade per Lucca, per Pistoia e Prato. Tra i comparti produttivi della Lucchesia, il metalmeccanico delle macchine per cartiere è quello oggi nella posizione migliore: hanno ordini che passano l’anno. Il cartario è il settore trainante, ma deve risolvere il grosso problema dello smaltimento dei fanghi di lavorazione. Nell’edilizia la crisi ha determinato una forte selezione, molte aziende sono scomparse».
Cosa si augurerebbe nel breve o medio periodo per migliorare la situazione economica lucchese?
«Noi di Lucca siamo fortunati: poche città sono così ordinate e belle: non si può dire alle amministrazioni che si sono alternate di averla abbandonata. Vero è però che gli assi viari adesso sono un’urgenza. Chiedo che qualcuno, un esponente politico, si prenda l’impegno vero, da qui al 2020, quantomeno di dare il via alla loro costruzione. Se non riuscirà, allora andrà a casa. Le infrastrutture sono il problema caldo. Possibile vedere ancora passare bilici accanto alle Mura di Lucca».
Un impegno che lei chiede anche ai candidati della nostra zona, alla vigilia delle elezioni politiche?
«Certo. Sarei contento che in campagna elettorale qualcuno si prendesse questo impegno. Poi si dimetta se non ci sarà riuscito».
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