Finanza
Tribunale, sparisce la figura del custode
Dopo più di 40 anni di servizio va in pensione Silvio Militerni. Ora il servizio appaltato ad una ditta esterna
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LUCCA. È andato in pensione anche l’ultimo custode del palazzo di Giustizia di via Galli Tassi. Silvio Militerni dopo oltre quarant’anni di onorato servizio lascia il tribunale e viene collocato a riposo. Prese il posto del padre, pure lui custode dell’edificio che aveva il compito di aprire al mattino e di chiudere la sera spegnendo tutte le luci, esterne e interne, che erano rimaste accese nel corso della giornata. Lui, Silvio, che non si limitava al semplice incarico ma era impegnato diverse ore anche negli uffici, sarà l’ultimo custode perché la figura è stata soppressa dal Ministero della Giustizia. Per il Parlamento se ne può fare a meno. Si libera un posto in organico. E si libera anche l’appartamento all’interno del Galli Tassi con due famiglie che hanno già fatto domanda per prenderne possesso, ma che al momento rimane vuoto. Negli anni testimoni, impiegati, ma anche avvocati e magistrati costretti a far tardi per studiare pratiche e fascicoli sono rimasti chiuse nel labirinto di porte e scale che si snoda nell’ex ospedale situato nel centro cittadino. Ma tutti sapevano che, in caso di necessità, c’era sempre il custode con il suo mazzo di chiavi ad intervenire e liberare il «prigioniero». Per non parlare delle luci lasciate accese con la possibilità che il Comune di Lucca fosse costretto a pagare ingenti salassi all’Enel se il custode, nel chiudere ermeticamente le porte del palazzo, non avesse provveduto a staccare gli interruttori ed evitare inutile spreco pubblico. Adesso il servizio verrà svolto da una ditta esterna con un addetto che si limiterà all’ordinario: aprire al mattino e chiudere alla sera. Oltre a un rapido controllo esterno per verificare la presenza in zona di qualche malintenzionato. E pazienza se le luci resteranno accese tutta la notte e il salirà il consumo dell’energia elettrica.
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