Sicurezza
in tribunale
La causa sui diritti d’autore tiene tutti col fiato sospeso
LUCCA. Il 24 gennaio 2018 sarà una data importante per il museo e la fondazione Puccini di Lucca: quel giorno, in un’aula di tribunale a Milano, andrà in scena l’ultima udienza del processo di primo...
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LUCCA. Il 24 gennaio 2018 sarà una data importante per il museo e la fondazione Puccini di Lucca: quel giorno, in un’aula di tribunale a Milano, andrà in scena l’ultima udienza del processo di primo grado che vede contrapposte Fondazione Puccini e Casa editrice Ricordi. All’origine, una questione di diritti d’autore su alcune opere pucciniane che entrambe le parti rivendicano come propri al cento per cento.
Dall’esito di questa controversia giudiziaria (che andrà a sentenza dopo l’udienza del 24 gennaio) dipenderanno le politiche di sviluppo della fondazione e del museo lucchese nell’immediato futuro.
Quanto ai contorni della vicenda (per la quale la fondazione lucchese si è affidata a uno studio legale milanese), non vengono al momento forniti dettagli. Ma su un punto sia il direttore della fondazione Massimo Marsili che il presidente della stessa, il sindaco Tambellini, danno piena conferma: che il modo in cui si concluderà la vicenda giudiziaria sarà determinante dal punto di vista economico per la fondazione. Ad oggi, per effetto di una prima battaglia giudiziaria che si concluse nel 2008, la fondazione percepisce una quota di diritti d’autore delle opere in questione. Ma si tratta di una parte limitata, paragonabile a circa un quinto del totale.
La causa in corso allo stato attuale terminerà con l’assegnazione all’uno o all’altro dei due pretendenti il totale dei diritti. Se l’assegnatario sarà la fondazione Puccini, la Casa Ricordi dovrà rifonderla per gli anni in cui ha percepito i quattro quinti dei diritti d’autore totali. Se invece fosse la fondazione a perdere, allora dovrebbe rifondere alla Casa Ricordi la quota incassata: e si va nell’ordine di oltre un milione di euro. Cifra a cui, viene assicurato, anche nella peggiore ipotesi la fondazione Puccini potrebbe resistere. Ma certo sarebbe un colpo non indifferente ai suoi bilanci e la metterebbe in difficoltà nel progettare investimenti sul marketing o in nuove acquisizioni.
Intanto la fondazione Puccini sta lavorando ad altri progetti avviati: l’arricchimento del catalogo di articoli di merchandising in vendita al Bookshop in piazza Cittadella (a Natale la pasticceria milanese Cova ha coniato anche il panettone Puccini) e una nuova ambientazione di piazza Cittadella. Impegno quest’ultimo che coinvolge anche la Soprintendenza (per le autorizzazioni necessarie). L’obiettivo è rendere piazza Cittadella più caratterizzata dalla “marca” di Giacomo Puccini, che nella casa in Corte San Lorenzo visse i primi 22 anni della sua vita e a Lucca condusse gli studi fondamentali. (b.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Dall’esito di questa controversia giudiziaria (che andrà a sentenza dopo l’udienza del 24 gennaio) dipenderanno le politiche di sviluppo della fondazione e del museo lucchese nell’immediato futuro.
Quanto ai contorni della vicenda (per la quale la fondazione lucchese si è affidata a uno studio legale milanese), non vengono al momento forniti dettagli. Ma su un punto sia il direttore della fondazione Massimo Marsili che il presidente della stessa, il sindaco Tambellini, danno piena conferma: che il modo in cui si concluderà la vicenda giudiziaria sarà determinante dal punto di vista economico per la fondazione. Ad oggi, per effetto di una prima battaglia giudiziaria che si concluse nel 2008, la fondazione percepisce una quota di diritti d’autore delle opere in questione. Ma si tratta di una parte limitata, paragonabile a circa un quinto del totale.
La causa in corso allo stato attuale terminerà con l’assegnazione all’uno o all’altro dei due pretendenti il totale dei diritti. Se l’assegnatario sarà la fondazione Puccini, la Casa Ricordi dovrà rifonderla per gli anni in cui ha percepito i quattro quinti dei diritti d’autore totali. Se invece fosse la fondazione a perdere, allora dovrebbe rifondere alla Casa Ricordi la quota incassata: e si va nell’ordine di oltre un milione di euro. Cifra a cui, viene assicurato, anche nella peggiore ipotesi la fondazione Puccini potrebbe resistere. Ma certo sarebbe un colpo non indifferente ai suoi bilanci e la metterebbe in difficoltà nel progettare investimenti sul marketing o in nuove acquisizioni.
Intanto la fondazione Puccini sta lavorando ad altri progetti avviati: l’arricchimento del catalogo di articoli di merchandising in vendita al Bookshop in piazza Cittadella (a Natale la pasticceria milanese Cova ha coniato anche il panettone Puccini) e una nuova ambientazione di piazza Cittadella. Impegno quest’ultimo che coinvolge anche la Soprintendenza (per le autorizzazioni necessarie). L’obiettivo è rendere piazza Cittadella più caratterizzata dalla “marca” di Giacomo Puccini, che nella casa in Corte San Lorenzo visse i primi 22 anni della sua vita e a Lucca condusse gli studi fondamentali. (b.a.)
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