Il dolore
In aiuto degli insegnanti arrivano i robot
All’Isi Garfagnana presentate le ultime frontiere tecnologiche nel campo dell’educazione scolastica
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CASTELNUOVO GARFAGNANA. Una giornata nel futuro che è già presente. L’Isi Garfagnana ha promosso ieri un’intera mattinata dedicata alla robotica educativa coinvolgendo le scuole medie di Barga, Castiglione, Camporgiano e Piazza al Serchio, oltre a tutti i ragazzi del biennio dei vari indirizzi.
Cinque aule hanno ospitato diversi congegni di robotica: dal drone alla stampante 3D fino a un’attrezzatura specialistica per eseguire diversi tipi di lavori. È un passo nel futuro: già dal prossimo anno saranno attivi percorsi che utilizzeranno la robotica. «È un metodo di insegnamento che facilita l’apprendimento dei ragazzi, stimola la loro creatività ed immaginazione e aiuta a lavorare in gruppo»: così il dirigente scolastico Massimo Fontanelli presenta l’iniziativa, che ha visto anche la collaborazione delle scuole Fermi e Da Vinci di Lucca, che fanno parte della Rete Robotica Toscana e hanno dunque un personale già formato all’utilizzo di certi strumenti. «Infatti, oltre alla varia robotica serve anche la formazione del personale – spiega Fontanelli – grazie alla Fondazione Uibi (costituita dalla Fondazione Crl nda) abbiamo potuto attivare due corsi per i nostri docenti. La robotica fornisce l’occasione per approfondire anche altre materie: per esempio i ragazzi hanno realizzato una mano meccanica e per farla hanno studiato tutti i muscoli e i movimenti della mano umana. Ormai il contatto con la robotica inizia a 3 anni. Un nostro progetto futuro è far sì che i ragazzi delle superiori siano in grado di insegnare il funzionamento degli strumenti ai “colleghi” delle medie, un insegnamento alla pari tra i ragazzi».
Anche se ormai si va in questa direzione a livello mondiale, c’è ancora chi ha qualche dubbio sull’inserimento della robotica nell’insegnamento: «Ma le prove Invalsi – sottolinea Fontanelli – hanno dato indicazioni chiare e chi ha utilizzato strumenti di robotica ha avuto risultati migliori. È un modo per apprendere divertendosi, vivacizza l’insegnamento. Senza considerare che permette anche esperienze cognitive ben differenti basta pensare a un disegno realizzato in piano o fatto in 3D. È il primo anno che proponiamo questa giornata, ma sicuramente l’obiettivo è proseguire su questa strada coinvolgendo anche i ragazzi delle medie che così hanno modo di entrare in contatto con la nostra scuola. Le iscrizioni? È ancora presto, tireremo le somme tra qualche settimana».
Luca Dini
Cinque aule hanno ospitato diversi congegni di robotica: dal drone alla stampante 3D fino a un’attrezzatura specialistica per eseguire diversi tipi di lavori. È un passo nel futuro: già dal prossimo anno saranno attivi percorsi che utilizzeranno la robotica. «È un metodo di insegnamento che facilita l’apprendimento dei ragazzi, stimola la loro creatività ed immaginazione e aiuta a lavorare in gruppo»: così il dirigente scolastico Massimo Fontanelli presenta l’iniziativa, che ha visto anche la collaborazione delle scuole Fermi e Da Vinci di Lucca, che fanno parte della Rete Robotica Toscana e hanno dunque un personale già formato all’utilizzo di certi strumenti. «Infatti, oltre alla varia robotica serve anche la formazione del personale – spiega Fontanelli – grazie alla Fondazione Uibi (costituita dalla Fondazione Crl nda) abbiamo potuto attivare due corsi per i nostri docenti. La robotica fornisce l’occasione per approfondire anche altre materie: per esempio i ragazzi hanno realizzato una mano meccanica e per farla hanno studiato tutti i muscoli e i movimenti della mano umana. Ormai il contatto con la robotica inizia a 3 anni. Un nostro progetto futuro è far sì che i ragazzi delle superiori siano in grado di insegnare il funzionamento degli strumenti ai “colleghi” delle medie, un insegnamento alla pari tra i ragazzi».
Anche se ormai si va in questa direzione a livello mondiale, c’è ancora chi ha qualche dubbio sull’inserimento della robotica nell’insegnamento: «Ma le prove Invalsi – sottolinea Fontanelli – hanno dato indicazioni chiare e chi ha utilizzato strumenti di robotica ha avuto risultati migliori. È un modo per apprendere divertendosi, vivacizza l’insegnamento. Senza considerare che permette anche esperienze cognitive ben differenti basta pensare a un disegno realizzato in piano o fatto in 3D. È il primo anno che proponiamo questa giornata, ma sicuramente l’obiettivo è proseguire su questa strada coinvolgendo anche i ragazzi delle medie che così hanno modo di entrare in contatto con la nostra scuola. Le iscrizioni? È ancora presto, tireremo le somme tra qualche settimana».
Luca Dini
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