La manifestazione
Due giorni prima l’allarme del Sast
MOLAZZANA. Andare in montagna è sempre potenzialmente pericoloso, ma in questo periodo lo è particolarmente. E giusto due giorni prima lo stesso Soccorso Alpino Speleologico Toscana aveva lanciato un...
2 MINUTI DI LETTURA
MOLAZZANA. Andare in montagna è sempre potenzialmente pericoloso, ma in questo periodo lo è particolarmente. E giusto due giorni prima lo stesso Soccorso Alpino Speleologico Toscana aveva lanciato un avviso per mettere in guardia dal rischio ghiaccio.
«A seguito della forte libecciata di mercoledì che ha interessato la nostra regione – scriveva il Sast, in un consiglio che resta valido – e anche a causa dell’evoluzione meteo dei giorni scorsi, il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano raccomanda la massima prudenza ai frequentatori della montagna. Molti soccorritori hanno segnalato la presenza di neve “lavorata” sopra quota 1400 metri: le precipitazioni e il forte vento hanno spazzato via il manto di neve fresca lasciando scoperta una neve molto ghiacciata (una sorta di crosta ghiacciata). Ad esempio nell’alta Garfagnana il libeccio si è trascinato con sé dell’aria fredda: dunque se in pianura si è avvertita una temperatura piuttosto mite, in quota si sono registrate temperature sotto lo zero. Questi fenomeni sono molto pericolosi perché si assiste ad una radicale trasformazione del manto nevoso, che lascia spazio a ghiaccio molto spesso e a tratti di scoperto con rocce e paleo, nonché ad accumuli di neve. La situazione è particolarmente critica per chi pratica scialpinismo, infatti lo scenario è radicalmente cambiato nell’arco di pochi giorni. Salire con gli sci, anche con l’ausilio dei cosiddetti “rampanti”, in alcuni tratti rimane proibitivo. Sulle Alpi Apuane al di sopra dei mille metri la temperatura non ha superato lo zero e dunque anche sentieri classici – quali ad esempio la via normale per la Pania della Croce da Mosceta – presentano strati di ghiaccio molto estesi. La situazione potrebbe divenire ancora più critica se nelle prossime ore si verificassero nevicate. Si raccomanda a tutti gli escursionisti e scialpinisti la massima prudenza e attenzione all’evoluzione meteo».
«A seguito della forte libecciata di mercoledì che ha interessato la nostra regione – scriveva il Sast, in un consiglio che resta valido – e anche a causa dell’evoluzione meteo dei giorni scorsi, il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano raccomanda la massima prudenza ai frequentatori della montagna. Molti soccorritori hanno segnalato la presenza di neve “lavorata” sopra quota 1400 metri: le precipitazioni e il forte vento hanno spazzato via il manto di neve fresca lasciando scoperta una neve molto ghiacciata (una sorta di crosta ghiacciata). Ad esempio nell’alta Garfagnana il libeccio si è trascinato con sé dell’aria fredda: dunque se in pianura si è avvertita una temperatura piuttosto mite, in quota si sono registrate temperature sotto lo zero. Questi fenomeni sono molto pericolosi perché si assiste ad una radicale trasformazione del manto nevoso, che lascia spazio a ghiaccio molto spesso e a tratti di scoperto con rocce e paleo, nonché ad accumuli di neve. La situazione è particolarmente critica per chi pratica scialpinismo, infatti lo scenario è radicalmente cambiato nell’arco di pochi giorni. Salire con gli sci, anche con l’ausilio dei cosiddetti “rampanti”, in alcuni tratti rimane proibitivo. Sulle Alpi Apuane al di sopra dei mille metri la temperatura non ha superato lo zero e dunque anche sentieri classici – quali ad esempio la via normale per la Pania della Croce da Mosceta – presentano strati di ghiaccio molto estesi. La situazione potrebbe divenire ancora più critica se nelle prossime ore si verificassero nevicate. Si raccomanda a tutti gli escursionisti e scialpinisti la massima prudenza e attenzione all’evoluzione meteo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google