Finanza
Crescono visitatori e ricavi
di Barbara Antoni
La struttura è in pareggio nonostante un mutuo da finire di estinguere
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LUCCA. Crescono i visitatori, aumentano i ricavi. Grazie anche a vari percorsi di promozione (tra cui le numerose “uscite” televisive su canali nazionali) continua l’ascesa dei numeri del museo Casa natale Puccini in Corte San Lorenzo: nel corso del 2017 sono stati strappati 37.418 biglietti d’ingresso, 3.789 in più dell’anno precedente (la media di dodici biglietti in più al giorno), con un incremento percentuale pari all’11,26. E solo per dire l’ultimo anno. Facendo un raffronto con il 2014, la crescita appare ancora più evidente: non più tardi di quattro anni fa i visitatori si erano fermati a 22.505. Quanto ai ricavi, la sola biglietteria nel 2017 ha incassato 193.926 euro, il bookshop 124.134: un totale di 318.100 euro che permettono al museo di autofinanziarsi, andando in pareggio nonostante l’ammortamento ancora da finire di estinguere del mutuo contratto per la ristrutturazione del fondo del palazzo Mazzarosa oggi sede del bookshop. E dire che il ricavo complessivo (museo più bookshop) nel 2016 era stato di 288.631 euro, di 260.738 nel 2015 e di 182.792 nel 2014.
Questi i dati «a conclusione di un triennio di lavoro - spiega Massimo Marsili, direttore del museo Puccini -. Dal 2014 abbiamo lavorato per cambiare posizionamento e strategie di marketing del museo Casa Natale Puccini. La strategia culturale complessiva ha portato alla crescita dei numeri e il museo ha conquistato una proiezione internazionale. Oggi esercita un appeal fortissimo. C’è un aumento importante anche di turisti orientali».
La maggior parte dei turisti, in effetti, risulta di nazionalità straniera (65,97%) mentre i visitatori italiani sono pari al 34,03% del totale. Secondo i dati forniti, i visitatori statunitensi sono il 13,04%; seguono i britannici (12,43, tedeschi e austriaci (9,19%), belgi e francesi (entrambi al 7,5%), continunando con spagnoli (4,36), olandesi (2,75), russi (2,33) paesi asiatici (3,92) tra cui i giapponesi (+2,45%).
«Il museo produce ricavi - conferma Marsili - nonostante che a seguito della ristrutturazione dei locali del bookshop ci siano ancora sei anni di ammortamento da pagare (circa 50.000 euro l’anno)». Il recupero del fondo di Palazzo Mazzarosa vide aumentare i costi strada facendo perché durante i lavori nel terreno sottostante fu trovata la cisterna del distributore che aveva sede n piazza Cittadella. Le necessarie opere di bonifica di tutta l’area interessata ha fatto lievitare le spese di recupero a circa 400.000 euro.
Per il sindaco Alessandro Tambellini, in veste di presidente della Fondazione Puccini, con questi numeri il «museo Puccini può essere preso come esempio e fa scuola. Anche se per motivi strutturali non potremo andare molto oltre i dati attuali. Il nostro obiettivo è conservare i dati odierni e integrare sempre più il museo con il tessuto cittadino». L’andamento virtuoso del museo ha permesso anche di stabilizzare la posizione dei sette “storici” collaboratori della Fondazione Puccini, che da luglio 2017 hanno un contratto a tempo indeterminato.
Luigi Viani, consulente della Fondazione Puccini, sottolinea - nell’ambito del processo di integrazione del museo con la città, il successo delle Cartoline Pucciniane in piazza Cittadella il primo giovedì di ogni mese estivo del 2017 (verranno replicate anche nel 2018): per 5 esibizioni, un totale paganti di 296. Ma per la Cartolina su Tosca, ad agosto 2017 in notturna, le persone in piazza Cittadella (paganti e non) erano un migliaio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Questi i dati «a conclusione di un triennio di lavoro - spiega Massimo Marsili, direttore del museo Puccini -. Dal 2014 abbiamo lavorato per cambiare posizionamento e strategie di marketing del museo Casa Natale Puccini. La strategia culturale complessiva ha portato alla crescita dei numeri e il museo ha conquistato una proiezione internazionale. Oggi esercita un appeal fortissimo. C’è un aumento importante anche di turisti orientali».
La maggior parte dei turisti, in effetti, risulta di nazionalità straniera (65,97%) mentre i visitatori italiani sono pari al 34,03% del totale. Secondo i dati forniti, i visitatori statunitensi sono il 13,04%; seguono i britannici (12,43, tedeschi e austriaci (9,19%), belgi e francesi (entrambi al 7,5%), continunando con spagnoli (4,36), olandesi (2,75), russi (2,33) paesi asiatici (3,92) tra cui i giapponesi (+2,45%).
«Il museo produce ricavi - conferma Marsili - nonostante che a seguito della ristrutturazione dei locali del bookshop ci siano ancora sei anni di ammortamento da pagare (circa 50.000 euro l’anno)». Il recupero del fondo di Palazzo Mazzarosa vide aumentare i costi strada facendo perché durante i lavori nel terreno sottostante fu trovata la cisterna del distributore che aveva sede n piazza Cittadella. Le necessarie opere di bonifica di tutta l’area interessata ha fatto lievitare le spese di recupero a circa 400.000 euro.
Per il sindaco Alessandro Tambellini, in veste di presidente della Fondazione Puccini, con questi numeri il «museo Puccini può essere preso come esempio e fa scuola. Anche se per motivi strutturali non potremo andare molto oltre i dati attuali. Il nostro obiettivo è conservare i dati odierni e integrare sempre più il museo con il tessuto cittadino». L’andamento virtuoso del museo ha permesso anche di stabilizzare la posizione dei sette “storici” collaboratori della Fondazione Puccini, che da luglio 2017 hanno un contratto a tempo indeterminato.
Luigi Viani, consulente della Fondazione Puccini, sottolinea - nell’ambito del processo di integrazione del museo con la città, il successo delle Cartoline Pucciniane in piazza Cittadella il primo giovedì di ogni mese estivo del 2017 (verranno replicate anche nel 2018): per 5 esibizioni, un totale paganti di 296. Ma per la Cartolina su Tosca, ad agosto 2017 in notturna, le persone in piazza Cittadella (paganti e non) erano un migliaio.
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