Sicurezza
OMBRELLONE IN TESTA A UNA DIPENDENTE
Sicurezza sul lavoro, condannati a 4 mesi
LUCCA. La dipendente di una gelateria entra nel vano caldaia per sbloccare una valvola che impediva l’afflusso dell’acqua. All’interno del piccolo locale prima di raggiungere la caldaia c’è un...
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LUCCA. La dipendente di una gelateria entra nel vano caldaia per sbloccare una valvola che impediva l’afflusso dell’acqua. All’interno del piccolo locale prima di raggiungere la caldaia c’è un ombrellone di quelli usati in estate e sistemati in mezzo ai tavoli per riparare i clienti dal sole. La ragazza, 25 anni, originaria della Liguria, ma residente a San Filippo, passa accanto all’ombrellone appoggiato in condizioni precarie al muro. Evidentemente lo tocca inavvertitamente tanto che quello viene giù di netto e la centra in testa. Morale? Trauma cranico e frattura delle ossa nasali. Accade nel dicembre 2014 nella periferia cittadina e quando lei, dolorante e con un’emorragia in atto, chiede l’intervento di un’ambulanza il datore di lavoro si rifiuta di chiamarla tanto che la giovane deve telefonare al compagno che la venga a prendere e la porti al pronto soccorso dove, inizialmente, viene refertata con 8 giorni di prognosi che alla fine saranno quaranta. Scatta così la denuncia nei confronti della coppia titolare dell’ormai ex gelateria. Lui, allenatore di calcio, all’epoca dei fatti cinquantenne e lei, dieci anni in meno, residente nella periferia cittadina. Come titolari dell’attività commerciale sono accusati di aver violato la legge del 9 aprile 2008 numero 81 in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro utilizzandoli in maniera non conforme.
Ieri mattina il giudice Stefano Billet ha condannato i due titolari dell’esercizio commerciale a quattro mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena e al pagamento di una provvisionale in favore della commessa, costituitasi parte civile, pari a tremila euro. Contestualmente la dipendente potrà rivalersi sugli ex datori di lavoro in sede civile attraverso una causa risarcitoria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ieri mattina il giudice Stefano Billet ha condannato i due titolari dell’esercizio commerciale a quattro mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena e al pagamento di una provvisionale in favore della commessa, costituitasi parte civile, pari a tremila euro. Contestualmente la dipendente potrà rivalersi sugli ex datori di lavoro in sede civile attraverso una causa risarcitoria.
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