Finanza
Morto per il monossido, nominato il perito
Per verificare se la caldaia era difettosa il pm incarica l’ingegner D’Arrigo e i tecnici della Sevas
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SAN PELLEGRINO IN ALPE. Il sostituto procuratore Lucia Rugani ha nominato un perito per chiarire le cause che hanno portato al decesso di Marco Alderighi, 40 anni, il ristoratore e calciatore dilettante, padre di una bimba di 4 anni, morto per le esalazioni del monossido di carbonio forse sprigionatesi nella notte tra domenica e lunedì dalla caldaia della sua casa di montagna a S. Pellegrino in Alpe località Cà della Palma. La procura ha scelto l’ingegner Fabrizio D’Arrigo, un tecnico di fiducia che spesso viene chiamato ad effettuare perizie sui mezzi coinvolti in incidenti stradali. Stavolta il professionista dovrà esaminare il funzionamento della caldaia che si trovava nella casa dove è morto il ristoratore ed è rimasto gravemente intossicato l’amico che era con lui e che lotta tra la vita e la morte all’ospedale Cisanello di Pisa. Per effettuare la perizia potrà usufruire della consulenza e dell’esperienza dei tecnici della Sevas, la società pubblico partecipata dalla Regione Toscana che a partire del primo gennaio 2017, le ha affidato l’attività di controllo degli impianti termici o di climatizzazione prevista per legge. La caldaia verrà esaminata in tutte le sue componenti per capire se era stata controllata di recente e messa a norma o se invece si trattava di un vecchio impianto non sottoposto a manutenzione e quindi a rischio di emissioni tossiche.
Intanto restano invariate le condizioni di Michele Di Giovanni, 43 anni, il socio e amico di Alderighi, ricoverato da martedì in rianimazione a Cisanello in stato di coma e in prognosi riservata. Anche ieri è stato sottoposto a un nuovo trattamento nella camera di decompressione. E la terapia proseguirà almeno sino a martedì prossimo nella speranza vi siano segnali di miglioramento nel paziente intossicato dal gas venefico sprigionatosi nella baita.(l.t.)
Intanto restano invariate le condizioni di Michele Di Giovanni, 43 anni, il socio e amico di Alderighi, ricoverato da martedì in rianimazione a Cisanello in stato di coma e in prognosi riservata. Anche ieri è stato sottoposto a un nuovo trattamento nella camera di decompressione. E la terapia proseguirà almeno sino a martedì prossimo nella speranza vi siano segnali di miglioramento nel paziente intossicato dal gas venefico sprigionatosi nella baita.(l.t.)
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