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sportello bancario chiuso a coreglia 

Lettera del sindaco a Mps «Provvedimento da ripensare»

Lettera del sindaco a Mps «Provvedimento da ripensare»

COREGLIA ANTELMINELLI. Ormai siamo al conto alla rovescia. Lunedì gli sportlli della filiale di Coreglia del Monte dei Paschi di Siena chiuderà ufficialmente i battenti, lasciando a Ponte all’Ania (a...

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COREGLIA ANTELMINELLI. Ormai siamo al conto alla rovescia. Lunedì gli sportlli della filiale di Coreglia del Monte dei Paschi di Siena chiuderà ufficialmente i battenti, lasciando a Ponte all’Ania (a 11 km) la sua sede più vicina. Un conto alla rovescia che, tenendo conto del fine settimana iniziato oggi, con le banche chiuse, è di fatto già arrivato allo zero.

Una decisione che qui, come nelle altre località della Valle interessate da provvedimenti del genere, ha sollevato parecchie polemiche, visto che si tratta di un servizio in meno in una realtà di per sé non particolarmente “comoda”.

Così, dopo un consiglio comunale su tema e un incontro con i rappresentanti di Mps, il sindaco Valerio Amadei e il suo vice Ciro Molinari hanno preso carta e penna per un ultimo appello ai vertici della banca: «Dopo l’incontro del 4 gennaio a oggi non abbiamo avuto alcuna nuova notizia che apra uno spiraglio a favore di un ripensamento, anche parziale, circa la decisione della chiusura della filiale di Coreglia. Nell’imminenza del termine ultimo da voi comunicato alla clientela, ancora una volta vi invitiamo, forti del mandato avuto dal consiglio comunale e dalla mozione approvata all’unanimità dal consiglio regionale sulla chiusura delle filiali di banca delle zone montane, a soprassedere su quanto deciso».

«La Regione – riprendono sindaco e vicesindaco – è intenzionata a venire incontro a un’esigenza di territori complessi, quali quelli montani come il nostro, salvaguardando la presenza di istituti di credito. È proprio in virtù di questo alto impegno, volto a perseguire con forza, a tutti i livelli istituzionali, l’obiettivo della salvaguardia dei servizi, che vi chiediamo un ripensamento o, comunque, una dilazione del provvedimento, affinché sia dato modo alla Regione di espletare la propria azione. La cittadinanza è esasperata, a noi compete darle ascolto e voce. Lo facciamo in maniera civile ma, credeteci, molto determinata».

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