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Imparare a riusare gli oggetti al Foro Boario

Imparare a riusare gli oggetti al Foro Boario

Apre il centro “Grossomodo”: sarà aperto quattro volte al mese e organizzerà laboratori e corsi di formazione

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LUCCA. Da domani a Lucca ci sarà un centro di educazione al riuso. Si chiama "Grossomodo" e lo trovate al Foro Boario (si inaugura dalle 15.30), in locali del Comune affidati per tre anni a una rete di cui fanno parte "Ascolta la mia voce", il centro di riuso solidale di Coselli "Daccapo", "Quindi", che organizza laboratori di artigianato utilizzando pellame e coinvolgendo donne extracomunitarie, e poi Bi-done e Gaudats Junk Band.

Queste due realtà garantiranno l'apertura del centro, i primi tre martedì e l'ultimo sabato di ogni mese, grazie all'impegno di Marco Bachi, Federica Bianchi, Michela Cappuccio, Daniele Guidotti, Silvia Magrini, Tonja Pierallini e Sara Tocchini.

«Organizzeremo laboratori per le scuole o per associazioni, ma anche iniziative ad hoc rivolti a gruppi di ragazzi e di adulti, e corsi di formazione per educatori e animatrici» racconta Sara Tocchini, che dal 2007 porta avanti l'esperienza di Bi-done (bi-done.com), che si occupa di riuso creativo e lavora in collaborazione con le scuole, seguendo l'esempio del centro Remida di Reggio Emilia, nato nel 1996 nell'ambito delle attività educative di Reggio Children. Per la nascita di "Grossomodo", racconta Sara, è stato fondamentale l'incontro con Ilaria Vietina, assessore comunale con delega alle politiche formative, già vice-sindaco nella passata consiliatura.

«Noi di Bi-done, in collaborazione con Sistema Ambiente e Comune, abbiamo fatto un accordo con le aziende del territorio, che ci donano gli scarti di produzione. In magazzino ci sono già carta, prodotti tipografici e della fusione della plastica, pellami, stoffe, fibbie e tomaie in arrivo dai calzaturifici, utensili per ferramenta -spiega Sara Tocchini-: i materiali disegnano una carta geografica delle aziende del territorio, per allacciare al riuso anche un discorso di educazione ambientale».

Un tema declinato attraverso la musica anche dalla Gaudats Junk Band (www.gaudats.it). «Tre anni fa io e Daniele Guidotti, detto “Gaudats”, abbiamo iniziato a costruire strumenti musicali usando rifiuti - racconta Marco Bachi, in arte Donbachi, da vent'anni bassista e contrabbassista della Bandabardò -: oggi siamo un gruppo di dodici elementi, con un reportorio divertente, e all'attività dei concerti abbiniamo quella di formazione: ci siamo accorti che insegnare ai bambini a costruire gli strumenti, portando da casa i rifiuti, è uno straordinario strumento di avvicinamento alla musica».

A Grossomodo la Gaudats Junk Band trova una casa, e uno spazio espositivo dove mostrare tutto quello che è possibile costruire usando quelli che sono considerati rifiuti: dagli shaker a strumenti a percussione semplici, fino a strumenti a fiato, chitarre e il mitico basso-tanica suonato da Marco Bachi.

«La Junk Music esiste dagli anni Dieci la musica è nata così, a livello preistorico, usando ciò che c'era a disposizione. Il rifiuto va considerato una risorsa e non uno scarto». Un esempio di economia circolare, grossomodo.

Luca Martinelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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