Sicurezza
Terremoto in aula: esce tutta la maggioranza
Un gesto forte per contestare la minoranza. «Usa i consigli straordinari come passerella», dice il Pd
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Basta ai consigli straordinari richiesti dall’opposizione con uno scarabocchio». E la maggioranza in consiglio comunale - formata dai gruppi di Pd, Lucca Civica, Sinistra con Tambellini lascia l’aula consiliare di Palazzo Santini in blocco, assessori compresi. Un gesto plateale e mai adottato dalla maggioranza di centrosinistra, mai nemmeno nel corso del primo mandato da sindaco di Alessandro Tambellini. Un gesto che è una reazione forte, come spiega il capogruppo Pd Renato Bonturi, a un ricorso continuo da parte dei gruppi di minoranza alla richiesta di consigli comunali straordinari. A colmare la misura è stato il consiglio straordinario sulla moratoria richiesto a novembre 2017 dalle minoranze e andato in scena martedì sera.
«I gruppi di opposizione stanno facendo ricorso allo strumento del Consiglio comunale straordinario, in maniera senza dubbio non consona a quella che è la finalità di questo strumento - è la ricostruzione di Bonturi -: tre sono i consigli comunali straordinari già effettuati in sei mesi di consiliatura (uno sulla sicurezza, uno sulla Rsa di Monte San Quirico e uno sulla moratoria per le nuove attività di somministrazione in centro storico) e uno quello richiesto (su Gesam e la gara del gas). Come maggioranza riteniamo che il consiglio comunale sia l'organo sovrano di governo della Città, il luogo dove si assumono le decisioni importanti per la collettività e il territorio in un confronto dialettico fra gruppi di consiglieri eletti direttamente dai cittadini. Riteniamo che questo luogo debba restare ciò che è ed è sempre stato e che non debba invece essere trasformato, come le opposizioni tentano di fare, in una passerella politica per la ricerca della visibilità a tutti i costi».
«Tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione - aggiunge - hanno il diritto e il dovere di assumere tutte le informazioni utili all'espletamento della loro funzione, e possono accedere a ogni documento sulla vita amministrativa del Comune, per conoscere i temi, approfondire gli argomenti. Il consiglio comunale straordinario sulle moratorie, che si è svolto la sera di martedì 16 gennaio, è emblematico: è stato chiesto con uno scarabocchio, due righe scritte in fretta e furia dal consigliere Bindocci, senza alcun ordine del giorno o documento dal quale si capisca perché si chiede la riunione dell'assise su un tema di cui si è discusso in questa assemblea solo lo scorso 7 novembre».
Bonturi sottolinea anche il peso economico dei consigli. «Ogni riunione del Consiglio comunale costa alla collettività, in media, oltre 2mila euro, fra gettoni di presenza dei consiglieri, straordinari pagati ai dipendenti del Comune che prestano servizio e utenze (luce, riscaldamento): poco male, questo è in fondo il costo della democrazia rappresentativa. Noi riteniamo però che questo costo debba avere una sua giustificazione e proprio per il rispetto che abbiamo verso l'assemblea cittadina e cittadini stessi, ci dissociamo da questo modo di agire. E dichiariamo che, d'ora in avanti, a fronte di ennesimi consigli straordinari richiesti dall'opposizione, valuteremo di volta in volta l'opportunità di garantire il numero legale a Palazzo Santini: e questo a seconda della modalità con cui essi verranno richiesti e motivati, dall'effettivo grado di istruzione ed approfondimento della pratica proposta, dalla reale straordinarietà e urgenza dell'argomento da trattare».
«L’arroganza del centrosinistra ha superato il segno, facendo mancare il numero legale convocato su nostra richiesta sulla stangata della Cosap e sulla moratoria dei pubblici esercizi. Così facendo si è censurato il nostro ruolo», tuonano le minoranze. Che hanno convocato per oggi una conferenza stampa, in programma alle 12.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«I gruppi di opposizione stanno facendo ricorso allo strumento del Consiglio comunale straordinario, in maniera senza dubbio non consona a quella che è la finalità di questo strumento - è la ricostruzione di Bonturi -: tre sono i consigli comunali straordinari già effettuati in sei mesi di consiliatura (uno sulla sicurezza, uno sulla Rsa di Monte San Quirico e uno sulla moratoria per le nuove attività di somministrazione in centro storico) e uno quello richiesto (su Gesam e la gara del gas). Come maggioranza riteniamo che il consiglio comunale sia l'organo sovrano di governo della Città, il luogo dove si assumono le decisioni importanti per la collettività e il territorio in un confronto dialettico fra gruppi di consiglieri eletti direttamente dai cittadini. Riteniamo che questo luogo debba restare ciò che è ed è sempre stato e che non debba invece essere trasformato, come le opposizioni tentano di fare, in una passerella politica per la ricerca della visibilità a tutti i costi».
«Tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione - aggiunge - hanno il diritto e il dovere di assumere tutte le informazioni utili all'espletamento della loro funzione, e possono accedere a ogni documento sulla vita amministrativa del Comune, per conoscere i temi, approfondire gli argomenti. Il consiglio comunale straordinario sulle moratorie, che si è svolto la sera di martedì 16 gennaio, è emblematico: è stato chiesto con uno scarabocchio, due righe scritte in fretta e furia dal consigliere Bindocci, senza alcun ordine del giorno o documento dal quale si capisca perché si chiede la riunione dell'assise su un tema di cui si è discusso in questa assemblea solo lo scorso 7 novembre».
Bonturi sottolinea anche il peso economico dei consigli. «Ogni riunione del Consiglio comunale costa alla collettività, in media, oltre 2mila euro, fra gettoni di presenza dei consiglieri, straordinari pagati ai dipendenti del Comune che prestano servizio e utenze (luce, riscaldamento): poco male, questo è in fondo il costo della democrazia rappresentativa. Noi riteniamo però che questo costo debba avere una sua giustificazione e proprio per il rispetto che abbiamo verso l'assemblea cittadina e cittadini stessi, ci dissociamo da questo modo di agire. E dichiariamo che, d'ora in avanti, a fronte di ennesimi consigli straordinari richiesti dall'opposizione, valuteremo di volta in volta l'opportunità di garantire il numero legale a Palazzo Santini: e questo a seconda della modalità con cui essi verranno richiesti e motivati, dall'effettivo grado di istruzione ed approfondimento della pratica proposta, dalla reale straordinarietà e urgenza dell'argomento da trattare».
«L’arroganza del centrosinistra ha superato il segno, facendo mancare il numero legale convocato su nostra richiesta sulla stangata della Cosap e sulla moratoria dei pubblici esercizi. Così facendo si è censurato il nostro ruolo», tuonano le minoranze. Che hanno convocato per oggi una conferenza stampa, in programma alle 12.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
