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La Torre delle Ore torna a farsi sentire - Video
Lucca: dopo anni di silenzio le campane suoneranno dalle 8 alle 20
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LUCCA. Dopo anni di silenzio il rintocco delle campane, antico concerto del quotidiano, si fa largo sopra le teste dei lucchesi. Precisamente 207 scalini più su, quelli che separano Fillungo dalla sommità della Torre delle Ore, che da ieri è tornata a scandire il tempo della città come ha fatto per molti secoli prima che un guasto ne fermasse la voce. Si stanno concludendo i lavori, finanziati dall'Opera delle Mura di Lucca (importo di 7.550 euro), che permetteranno all'antico concerto di tre campane di indicare nuovamente le ore; anzi, secondo l'antica tradizione, i suoni si avvicenderanno ogni quarto d'ora.
Silenzio notturno. Tuttavia per non disturbare ed evitare un eccessivo “scampanio” notturno i rintocchi saranno suonati quotidianamente solo dalle ore 8 alle ore 20. È proprio per permettere con facilità di poter silenziare la torre nelle ore di riposo dei residenti che in questi giorni verrà montato il nuovo timer elettronico che controllerà il suono delle campane senza modificare il meccanismo dell'antico dispositivo realizzato dall'orologiaio ginevrino Louis Simon nel 1752 per la Repubblica di Lucca. L'Orologio di Luois Simon, restaurato dal Rotary Club di Lucca, nell'ambito di un ampio progetto per la valorizzazione del monumento, ed esposto presso la Banca del Monte nella primavera 2017, è oggi ricollocato alla sommità della torre dove ha ripreso a far girare la lancetta del grande quadrante.
La storia. Affittata dal Comune di Lucca e poi comprata alla famiglia Diversi, la Torre delle Ore ospita dal 1390 l'orologio pubblico. Nel 1752, dopo varie modifiche dei meccanismi succedutisi nel corso dei secoli, la Repubblica di Lucca commissionò all’orologiaio ginevrino Louis Simon la costruzione di un moderno meccanismo che fu installato due anni dopo con la collaborazione dell’orologiaio lucchese Sigismondo Caturegli, dotato di un nuovo quadrante e tre nuove campane, fuse dal fonditore lucchese Stefano Filippi. Il suono delle ore è alla romana (da una a sei) ed è scandito dalla campana più grande, mentre i quarti sono suonati da due campane più piccole. Per anni, purtroppo, il delicato meccanismo non ha scandito le ore, per problemi legati all’ingranaggio, ricoperto da strati di grasso e polvere che ne impedivano il funzionamento.
Terzo esemplare. L’attuale orologio è in realtà l’ultimo congegno meccanico installato sulla torre medievale. In precedenza ne erano stati posizionati altri esemplari, tre per l’esattezza, poi rimossi per essere sostituiti con meccanismi più efficienti. La prima installazione risale al 1390 su delibera del governo cittadino, sollecitato dalle richieste di un orologio pubblico che rispondesse alle esigenze pratiche e organizzative della città. Era all’epoca un orologio privo di quadrante e batteva le ore sulla campana installata dal Comune che ne stabilì la collocazione sulla torre che da Torre dei Quartigiani, fu battezzata Torre delle Ore. Logorato dal tempo e dall’usura, nel 1554 il meccanismo andò in pensione nel campanile di S. Pietro Somaldi e fu sostituito da un nuovo congegno realizzato dal tedesco Giovanni di Augusta, bombardiere ed esperto orologiaio, con una speciale batteria che suonava di 12 ore in 12 ore. Passeranno circa due secoli prima che si arrivi alla commissione di un nuovo meccanismo, stavolta ancora più efficiente, con la batteria "all’uso italiano" battente ore e quarti di 6 ore in 6 ore.
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