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Pegaso, caccia ai campi sportivi

Pegaso, caccia ai campi sportivi

Dopo il campo Henderson a Lucca si cercano altri spazi per gli atterraggi notturni

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LUCCA. Elisoccorso Pegaso, il 118 a caccia di altri campi sportivi da trasformare in piste per l’atterraggio notturno. A Lucca dove la questione è molto sentita a causa del pasticcio eliporto al San Luca (pista inutilizzabile e contenzioso tra Asl e concessionario), si è deciso di sfruttare la possibilità offerta da una delibera regionale che consente di far atterrare il Pegaso nei campi sportivi illuminati, previo alcuni interventi e una convenzione tra il Comune proprietario dell’area, il soggetto gestore e l’Asl. Sono dovuti arrivare i Rolling Stones perché a Lucca si prendesse coscienza del problema (di notte l’elisoccorso non poteva atterrare) e si trovasse una soluzione: la scelta è caduta sul campo Henerdson che proprio dal 23 settembre, giorno del mega concerto di Jagger e compagni, è il luogo deputato a questo tipo di intervento. Un qualcosa di analogo era già stato fatto per lo stadio Moscardini di Barga, dove il Pegaso può atterrare in notturna da più di un anno. E visto che questa soluzione a basso costo funziona, il 118 sta cercando altri impianti adeguati: «Vogliamo espandere il più possibile questa rete – spiega Andrea Nicolini, responsabile del 118 Alta Toscana – Stiamo continuando le ricognizioni: trattative sono in dirittura d’arrivo per il campo sportivo di Piazza al Serchio e abbiamo puntato l’attenzione anche sul campo di Pian di Gioviano. Il tutto ovviamente con la collaborazione delle associazioni di volontariato e delle amministrazioni locali».

Si tratta di un’attività molto utile visto che negli ultimi anni Pegaso si è alzato in volo molto più che in passato. I numeri parlano chiaro: a Lucca l’elissoccorso è intervenuto 90 volte nel 2014, 123 nel 2015 e quasi 150 nel 2016. «Il trend del 2017 – spiega Nicolini – è in linea con quello dell’anno precedente. Ci si sta stabilizzando dopo un forte aumento registrato nei due anni precedenti». L’incremento delle missioni è dovuto a un principio di cautela e all’introduzione dei nuovi protocolli di "centralizzazione" delle patologie definite "tempo-dipendenti", quali trauma, arresto cardiocircolatorio, insufficienza respiratoria acuta, infarto, ictus. (g.p.)

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