Il dolore
Nuovo sversamento dall’ex oleificio Toschi
Scoperto dagli operai di Rfi e subito rimosso l’episodio risolleva la questione della bonifica dell’area
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PORCARI. Non c’è pace per l’ambiente a Porcari. Proprio poche ore prima dell’incendio al calzaturificio Rox – vedi articolo sopra – la giunta comunale adottava una delibera (pubblicata poi mercoledì scorso), con la quale venivano approvati il verbale di somma urgenza e la relativa perizia dei lavori in somma urgenza per la messa in sicurezza da uno sversamento di sostanze oleose in un fosso.
Il tutto risale, in realtà, a un mese fa, al 15 dicembre, quando arrivò una segnalazione in Comune. A farla le Ferrovie Italiane: alcuni operai erano infatti al lavoro su una fossetta di sua competenza, quando notarono la presenza di sostanze oleose. Sostanze che, secondo Rfi, arrivava dalla tubazione di scarico della rete di acque chiare a servizio dell’ex oleificio Toschi (già protagonista in passato di disavventure del genere). Dopo un ulteriore sopralluogo da parte, stavolta, dei tecnici comunali, nel corso della stessa giornata il sindaco emise un’ordinanza urgente nei confronti del curatore fallimentare dell’ex oleificio. Nel provvedimento si imponeva di intervenire entro 48 ore dalla notifica dell’ordinanza «per l’esecuzione immediata delle opere atte a porre rimedio allo sversamento nella fossa di scolo della rete ferroviaria e a scongiurarne il ripetersi in futuro».
Le 48 ore sono passate, senza avere alcuna risposta. È stato a quel punto che il Comune è intervenuto d’ufficio per la messa in sicurezza, anticipando i soldi necessari per il lavoro (alla fine saranno oltre 42mila euro) per poi rivalersi sul contravventore, come prevede la normativa in questo caso.
Alla fine sul posto è stata fatta intervenire la ditta Pool Ecologia di Capannori, che già conosceva questa realtà, visto che appena pochi mesi prima era dovuta intervenire sull’ex oleificio in somma urgenza per un altro sversamento.
Arrivati sul posto la mattina del 19 dicembre, gli operai della società capannorese hanno provveduto in breve tempo a rimuovere le sostanze inquinanti e a bloccarne la fonte.
L’atto della giunta, con l’approvazione del verbale di somma urgenza, rappresenta sostanzialmente un passaggio burocratico necessario. Il problema materiale era già stato risolto dopo pochi giorni. Ma quanto accaduto nelle ultime settimane rappresenta solo l’ultimo capitolo di un contenzioso che si trascina da anni, tra interventi urgenti e ordinanze di bonifica dell’area, attorno all’ex oleificio. Un contenzioso che appare ancora lontano da una soluzione.
Il tutto risale, in realtà, a un mese fa, al 15 dicembre, quando arrivò una segnalazione in Comune. A farla le Ferrovie Italiane: alcuni operai erano infatti al lavoro su una fossetta di sua competenza, quando notarono la presenza di sostanze oleose. Sostanze che, secondo Rfi, arrivava dalla tubazione di scarico della rete di acque chiare a servizio dell’ex oleificio Toschi (già protagonista in passato di disavventure del genere). Dopo un ulteriore sopralluogo da parte, stavolta, dei tecnici comunali, nel corso della stessa giornata il sindaco emise un’ordinanza urgente nei confronti del curatore fallimentare dell’ex oleificio. Nel provvedimento si imponeva di intervenire entro 48 ore dalla notifica dell’ordinanza «per l’esecuzione immediata delle opere atte a porre rimedio allo sversamento nella fossa di scolo della rete ferroviaria e a scongiurarne il ripetersi in futuro».
Le 48 ore sono passate, senza avere alcuna risposta. È stato a quel punto che il Comune è intervenuto d’ufficio per la messa in sicurezza, anticipando i soldi necessari per il lavoro (alla fine saranno oltre 42mila euro) per poi rivalersi sul contravventore, come prevede la normativa in questo caso.
Alla fine sul posto è stata fatta intervenire la ditta Pool Ecologia di Capannori, che già conosceva questa realtà, visto che appena pochi mesi prima era dovuta intervenire sull’ex oleificio in somma urgenza per un altro sversamento.
Arrivati sul posto la mattina del 19 dicembre, gli operai della società capannorese hanno provveduto in breve tempo a rimuovere le sostanze inquinanti e a bloccarne la fonte.
L’atto della giunta, con l’approvazione del verbale di somma urgenza, rappresenta sostanzialmente un passaggio burocratico necessario. Il problema materiale era già stato risolto dopo pochi giorni. Ma quanto accaduto nelle ultime settimane rappresenta solo l’ultimo capitolo di un contenzioso che si trascina da anni, tra interventi urgenti e ordinanze di bonifica dell’area, attorno all’ex oleificio. Un contenzioso che appare ancora lontano da una soluzione.
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