Il Tirreno

Lucca

Caccia ai taxi, bando per 10 nuove licenze

di Gianni Parrini

Da anni sono “solo” 25 ma nel frattempo è esploso il turismo

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LUCCA . Pochi taxi a Lucca, il Comune al lavoro su un bando da pubblicare entro l’estate per l’assegnazione di 10 nuove licenze. La notizia da tempo circola negli uffici di palazzo Orsetti e l’assessore alle attività produttive Valentina Mercanti conferma che l’amministrazione va in questa direzione: «Stiamo valutando la normativa – spiega – per capire come muoverci. Era un argomento su cui ho sempre detto che sarei intervenuta e visti i numeri di Lucca mi sembra opportuno farlo. Entro l’estate ci saranno novità. Ho incontrato i tassisti all’inizio del mandato e presto ci rivedremo». La notizia non giunge inattesa (la precedente legislatura si era mossa nella stessa direzione senza centrare l’obiettivo) ma di sicuro non farà piacere ai 25 tassisti titolari di licenza: temono l’aumento della concorrenza faccia diminuire i loro ricavi. Ma secondo l’amministrazione i flussi di visitatori sono tali da garantire “corse” per tutti.

Il boom del turismo. Del resto, negli ultimi anni Lucca si è trasformata a tutti gli effetti in una vera e propria capitale del turismo e i numeri lo certificano: nel 2016 sono arrivati in città 228.281 visitatori (di cui 130mila stranieri) ovvero 61mila in più di quelli che arrivarono in città nel 2002 (fonte Regione Toscana). Non che i turisti siano gli unici clienti dei tassisti ma indubbiamente sono tra i principali utilizzatori del servizio. Nello stesso periodo di tempo, il numero dei taxi attivi in città è rimasto praticamente invariato e ben al di sotto della media nazionale. Secondo i dati Istat relativi al 2015 la media delle città capoluogo è di 12,5 taxi ogni 10mila abitanti.

Il confronto con le altre città. A Lucca il rapporto è nettamente inferiore: siamo a 2,8. In generale i toscani non amano i taxi: solo Firenze (con 675 mezzi e un rapporto di 17,5) è sopra la media. Le altre mete turistiche fanno comunque meglio di Lucca. A Pisa il rapporto è di 8,1. Basso, tanto che l’amministrazione comunale a fine 2017 ha pubblicato un bando di gara per assegnare cinque nuove licenze (per il trasporto disabili), che vanno ad aggiungersi alle 72 attualmente concesse. A Siena, invece, ci sono 53 taxi (9,8 ogni 10.000 abitanti) e anche qui si stanno aumentando le licenze. Fa meglio persino Livorno (60 taxi e 3,8 di tasso). Sotto Lucca ci sono Prato (1,7), Massa (1,7), Pistoia (1,9), Arezzo (1,9) e Grosseto (2,1). Tutti Comuni che non hanno lo stesso numero di visitatori della città dell’arborato cerchio. Grosseto conta 226mila arrivi nel 2016 ed è quello che più si avvicina a Lucca, mentre sono assai distanti Prato con 200mila, Massa con 175mila, Arezzo con 159mila e Pistoia con appena 57mila.

Chi gestisce il servizio. A Lucca il servizio è gestito dalla cooperativa milanese Radio Taxi, che mette a disposizione 25 operatori. Ì prezzi del tassametro sono in linea con quelli di altre città: inizio corsa 3 euro, corsa minima 6, tariffa base al chilometro per le corse urbane 1,10 euro, extraurbane 1,60; supplementi: notturno dalle 22 alle 6 sono 2,50 euro. Dato che il numero dei mezzi è insufficiente, soprattutto in alta stagione, molti cittadini (e spesso anche gli albergatori) per sottrarsi a lunghe attese utilizzano ditte private, che offrono lo stesso servizio (etichettato come “ncc”), ma a costi più alti. Ovviamente le due categorie non si amano. Non c’è traccia del terzo incomodo, ovvero Uber, il servizio di mobilità privato che attraverso un app mette in comunicazione autisti e passeggeri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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