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Caso rene, udienza rinviata Asl cerca accordo stragiudiziale

Caso rene, udienza rinviata Asl cerca accordo stragiudiziale

LUCCA. Caso rene, udienza rinviata. Intanto gli avvocati sono al lavoro per cercare un accordo stragiudiziale che permetterebbe all’Asl di evitare il processo penale. Ieri mattina al tribunale di...

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LUCCA. Caso rene, udienza rinviata. Intanto gli avvocati sono al lavoro per cercare un accordo stragiudiziale che permetterebbe all’Asl di evitare il processo penale.

Ieri mattina al tribunale di Lucca era in programma un’udienza del processo in cui sono imputati per cooperazione colposa nel reato di lesioni gravissime il chirurgo Stefano Torcigliani, l’aiuto chirurgo Giuseppe Silvestri e la radiologa Claudia Gianni. Sono accusati di essere i responsabili dell’evento avverso (definizione Asl) che ha privato di un rene (il sano al posto di quello attaccato da tumore) un 57enne di San Ginese, Guido Dal Porto, imprenditore e padre di due figli. La nefrectomia a cui Dal Porto doveva sottoporsi era fissata per il 14 aprile 2016. Un intervento di routine per chi fa il chirurgo, ma a causa di una serie di errori a catena l’operazione si trasformò in un disastro. Eventi avversi ed errori cognitivi (definizione Asl) iniziarono nei giorni precedenti, quando la radiologa Claudia Gianni sbagliò a indicare sul referto della Tac il rene da asportare (destro anziché sinistro). Un errore grave ma facilmente riscontrabile esaminando l’immagine dell’esame. Purtroppo in sala operatoria il chirurgo Stefano Torcigliani si limitò a leggere la nota scritta e così il danno fu completo. Il clamoroso caso di malasanità emerse qualche giorno dopo, quando il rene asportato fu analizzato dagli anatomo patologi che non vi riscontrarono alcun tumore. Le successive verifiche permisero di accertare che al paziente era stato tolto il rene sano.

Ieri il giudice Stefano Billet ha rinviato l’udienza per impedimento dell’avvocato di uno degli imputati. Si tornerà in aula il 12 aprile, ma intanto i contatti tra i legali dell’Asl, quelli dei medici e quelli di Dal Porto proseguono. L’azienda punta a trovare un accordo stragiudiziale per evitare il processo. Ma l’intesa non c’è: inizialmente l’azienda ha valutato il danno in 600mila euro, poi ha alzato leggermente l’offerta. C’è da capire se attraverso le assicurazioni i medici coinvolti potranno contribuire. Certo è che Dal Porto è molto amareggiato per la situazione venutasi a creare, che si riduce nel dare un prezzo alla sua vita. (g.p.)

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