Sicurezza
Lavori: su Molazzana una pioggia di denaro
di Nicola Bellanova
Con l’ultimo contributo dal progetto “Bellezz@” si arriva a 7 milioni in pochi anni I prossimi interventi riguarderanno i monumenti storici di Sassi e Cascio
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MOLAZZANA. Un piccolo territorio baciato da Roma, altro che periferia dell’impero. A Molazzana, rispetto al rapporto tra fondi pubblici per i beni culturali e popolazione residente, si registra un record difficilmente eguagliabile da queste parti. Tra i finanziamenti per le mura di Cascio e di Molazzana capoluogo arrivati nel 2011, quelli consistenti per il progetto delle Rocche Estensi, e il milione di euro giunto qualche giorno fa nell’ambito del concorso “Bellezz@” , negli ultimi anni si sfiorano i 7 milioni di euro a fronte di poco più di mille abitanti censiti nelle tante frazioni e località sparse dal fondovalle fino ai piedi della Pania.
Sassi e Cascio, erano i centri dove c’era maggior bisogno di cura e attenzione, grazie alla presenza di complessi murati di grande storia e pregio, oggetto di studi da parte di esperti. E così, il progetto “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” consentirà di chiudere il cerchio sulle due grandi “incompiute” che rientrano in un vasto programma di riqualificazione: il complesso della Chiesa di San Frediano a Sassi e la chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena a Cascio.
L’antica chiesa di San Frediano di Sassi, situata a metà tra il fondovalle e la strada di Arni, fu fondata prima del Mille e probabilmente ristrutturata dalla contessa Matilde (una leggenda locale la vorrebbe edificata da lei). Nel dicembre del 1483 Battista figlio di Bartolomeo “Operaio” della chiesa, commissionò al maestro Civitali la realizzazione di un tabernacolo in marmo per i Santissimi Sacramenti del valore di 8 ducati d’oro. Fra i vari lavori effettuati al suo interno per abbellirla, è da segnalare la ricostruzione del soffitto, realizzato in legno intagliato e dipinto. Nel 1803 fu deciso di ampliare per ospitare la nuova chiesa di San Frediano quando si decise di abbandonare la vecchia (che verrà usata come chiesa del cimitero ricavato all’interno della rocca), ritenuta ormai scomoda e pericolosa.
Ancora più affascinante è la chiesa di Santa Maria Maddalena di Cascio. Fu costruita probabilmente nel XIII secolo nei pressi dei ruderi di una fortificazione più antica, detta il Castellaccio, e dedicata a Sant’Andrea. Attualmente sopravvivono solo parte delle murature perimetrali, costituite da blocchi di pietra squadrata in filari secondo la caratteristica tecnica costruttiva medioevale.
Il sindaco Rino Simonetti ringrazia i parlamentari Marcucci e Mariani, e dice di aspettarsi cantieri in tempi brevi e sviluppi interessanti: «Chiaramente con un milione di euro potremo sistemare la chiesa di Sassi che, a livello di storia e pregio, è sullo stesso piano di San Pellegrino in Alpe. Per la chiesa di Santa Maria Maddalena, si punterà a valorizzare la parte rimasta intatta, migliorandone l’aspetto esteriore e la sentieristica».
Un piccolo paese che ha ricevuto tanti interventi, e non finisce qui: «Turismo e beni culturali, enogastronomia ed eventi sono reciprocamente funzionali – continua il primo cittadino – e questa vivacità potrà portare benefici diretti e indotti per tutti. Il segreto sta nella progettualità e la caparbietà della gente, e chiaramente nell’intervento delle istituzioni, a tutti i livelli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sassi e Cascio, erano i centri dove c’era maggior bisogno di cura e attenzione, grazie alla presenza di complessi murati di grande storia e pregio, oggetto di studi da parte di esperti. E così, il progetto “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” consentirà di chiudere il cerchio sulle due grandi “incompiute” che rientrano in un vasto programma di riqualificazione: il complesso della Chiesa di San Frediano a Sassi e la chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena a Cascio.
L’antica chiesa di San Frediano di Sassi, situata a metà tra il fondovalle e la strada di Arni, fu fondata prima del Mille e probabilmente ristrutturata dalla contessa Matilde (una leggenda locale la vorrebbe edificata da lei). Nel dicembre del 1483 Battista figlio di Bartolomeo “Operaio” della chiesa, commissionò al maestro Civitali la realizzazione di un tabernacolo in marmo per i Santissimi Sacramenti del valore di 8 ducati d’oro. Fra i vari lavori effettuati al suo interno per abbellirla, è da segnalare la ricostruzione del soffitto, realizzato in legno intagliato e dipinto. Nel 1803 fu deciso di ampliare per ospitare la nuova chiesa di San Frediano quando si decise di abbandonare la vecchia (che verrà usata come chiesa del cimitero ricavato all’interno della rocca), ritenuta ormai scomoda e pericolosa.
Ancora più affascinante è la chiesa di Santa Maria Maddalena di Cascio. Fu costruita probabilmente nel XIII secolo nei pressi dei ruderi di una fortificazione più antica, detta il Castellaccio, e dedicata a Sant’Andrea. Attualmente sopravvivono solo parte delle murature perimetrali, costituite da blocchi di pietra squadrata in filari secondo la caratteristica tecnica costruttiva medioevale.
Il sindaco Rino Simonetti ringrazia i parlamentari Marcucci e Mariani, e dice di aspettarsi cantieri in tempi brevi e sviluppi interessanti: «Chiaramente con un milione di euro potremo sistemare la chiesa di Sassi che, a livello di storia e pregio, è sullo stesso piano di San Pellegrino in Alpe. Per la chiesa di Santa Maria Maddalena, si punterà a valorizzare la parte rimasta intatta, migliorandone l’aspetto esteriore e la sentieristica».
Un piccolo paese che ha ricevuto tanti interventi, e non finisce qui: «Turismo e beni culturali, enogastronomia ed eventi sono reciprocamente funzionali – continua il primo cittadino – e questa vivacità potrà portare benefici diretti e indotti per tutti. Il segreto sta nella progettualità e la caparbietà della gente, e chiaramente nell’intervento delle istituzioni, a tutti i livelli».
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