Il dolore
Molestie sulle figlia, Padre condannato a sei anni e mezzo
Accusato di averla palpata in auto al ritorno dal Luna Park Lo sfogo prima con la nonna e poi con le insegnanti
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LUCCA. Quel pianto dirotto in classe aveva colpito i compagni e le insegnanti. E da quelle lacrime sincere e improvvise era scaturito un racconto al tempo stesso angosciante e drammatico. Quello di un’adolescente poco più che quindicenne molestata sessualmente dalla persona che più di ogni altra dovrebbe difenderla e proteggerla dalle insidie della vita: il padre. Quell’uomo - oggi poco più che quarantenne e residente nella periferia cittadina - è stato condannato ieri mattina dai giudici del tribunale (presidente Stefano Billet, a latere Simone Silvestri e Tiziana Lottini) con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della figlia che all’epoca dei fatti contestati era minorenne. Il genitore è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di dodicimila euro. Rischia il carcere e il suo legale, una volta lette le motivazioni, ricorrerà in Appello. Perché il suo assistito, tra l’altro afflitto da problemi di salute, professa la sua innocenza e sostiene con forza di non aver mai abusato della figlia avuta in giovane età. Al momento della lettura del dispositivo la vittima è in aula. Durante il dibattimento, durato circa sette mesi, ha ribadito le accuse al padre che aveva già formalizzato anche in sede di incidente probatorio. Accuse che le hanno procurato sofferenza e una tristezza infinita, ma che ha portato avanti con grande coraggio e ferma convinzione.
I fatti. L’episodio contestato risale al settembre 2015. La ragazza è al Luna Park di via delle Tagliate in compagnia del fidanzato e di altri amici. Il padre, separato da anni e che si è rifatto un’altra vita, la vede mentre sta facendo un biglietto per salire su una delle attrazioni. Rapido cenno di saluto e poi ognuno va per la sua strada. Soltanto che dopo la mezzanotte i due si ritrovano sempre al Luna Park e la figlia chiede al padre di riaccompagnarla a casa. Lei si fida del genitore e sale in auto. Ma stando al racconto fornito agli inquirenti il babbo invece di riportarla a destinazione cambia strada e la macchina si ferma in una stradina fuori mano. A quel punto il genitore inizia a palparle le gambe e il seno. Lei reagisce e compone un numero di telefono per chiedere aiuto. Un gesto che blocca il padre. L’uomo riavvia la vettura e riporta a casa la figlia quindicenne. La minorenne si confida con la nonna. Ma qualche giorno dopo in classe esplode in un pianto dirotto. Frequenta una scuola media superiore e le insegnanti riescono a scuoterla. Lei racconta l’accaduto e le educatrici attivano il protocollo del codice rosa. Interviene la polizia e iniziano le indagini che portano prima alla denuncia, poi al rinvio a giudizio e infine alla sentenza di condanna del padre molesto. (l.t.)
I fatti. L’episodio contestato risale al settembre 2015. La ragazza è al Luna Park di via delle Tagliate in compagnia del fidanzato e di altri amici. Il padre, separato da anni e che si è rifatto un’altra vita, la vede mentre sta facendo un biglietto per salire su una delle attrazioni. Rapido cenno di saluto e poi ognuno va per la sua strada. Soltanto che dopo la mezzanotte i due si ritrovano sempre al Luna Park e la figlia chiede al padre di riaccompagnarla a casa. Lei si fida del genitore e sale in auto. Ma stando al racconto fornito agli inquirenti il babbo invece di riportarla a destinazione cambia strada e la macchina si ferma in una stradina fuori mano. A quel punto il genitore inizia a palparle le gambe e il seno. Lei reagisce e compone un numero di telefono per chiedere aiuto. Un gesto che blocca il padre. L’uomo riavvia la vettura e riporta a casa la figlia quindicenne. La minorenne si confida con la nonna. Ma qualche giorno dopo in classe esplode in un pianto dirotto. Frequenta una scuola media superiore e le insegnanti riescono a scuoterla. Lei racconta l’accaduto e le educatrici attivano il protocollo del codice rosa. Interviene la polizia e iniziano le indagini che portano prima alla denuncia, poi al rinvio a giudizio e infine alla sentenza di condanna del padre molesto. (l.t.)
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