Sicurezza
Furto Madonna, parlano i giovani
«Non siamo stati noi a rubare la statua, al Comune chiediamo uno spazio»
2 MINUTI DI LETTURA
PESCAGLIA . «Non siamo stati noi a rubare la statua della Madonna, ma vogliamo dal Comune uno spazio tutto per noi». È questo, in sintesi, quanto affermano i giovani di Pescaglia in merito al furto della statua della Madonna avvenuto in uno dei presepi nelle marginette realizzati in occasione del Natale. La statua, che si trovava in una scena rievocativa dell’Annunciazione ed era protetta da uno sportello in vetro, fu rubata nel pomeriggio dell’ultimo dell’anno e poi è stata ritrovata il giorno dell’Epifania lungo la strada che conduce in località Ritrogoli.
Un vero e proprio giallo che ancora, a distanza di qualche giorno, non è stato risolto. E gli autori o l’autore del gesto ancora non sono stati individuati, anche se in molti ritengono che si sia trattato semplicemente di uno scherzo. Sicuramente a commetterlo non sono stati i giovani che intendono precisarlo pubblicamente, i quali lamentano però la mancanza a Pescaglia di una stanza tutta dedicata a loro, dove potersi riunire e passare insieme il tempo libero.
«Noi giovani di Pescaglia – affermano in una nota – intendiamo precisare che siamo indignati per quanto accaduto e indignati anche per averci ingiustamente e senza prove coinvolti. Siamo persone semplici e i nostri genitori ci hanno insegnato il rispetto dei sentimenti, delle persone, delle tradizioni. Non avremmo mai e poi mai pensato di sottrarre un’immagine sacra da un presepe del paese che è nostro, che amiamo e che rispettiamo. Vorremmo vedere Pescaglia piena di vita, vederla rinascere e certamente condanniamo gli atti di vandalismo. Indignarsi non basta, va dimostrato che siamo migliori di quello che si può pensare. Studiamo, lavoriamo, ci alziamo presto per raggiungere la città e costruirci un futuro».
E lanciano un appello direttamente al sindaco Andrea Bonfanti, affinché si adoperi nel trovare un luogo che possa essere destinato a loro. «Noi – proseguono – siamo animati da valori positivi. Ci piacerebbe nel nostro paese avere un luogo dove poterci riunire e dimostrare il nostro impegno. Vogliamo che questo nostro desiderio venga accolto dal sindaco Andrea Bonfanti che è giovane, pieno di iniziative e ci può capire».
Luca Meconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un vero e proprio giallo che ancora, a distanza di qualche giorno, non è stato risolto. E gli autori o l’autore del gesto ancora non sono stati individuati, anche se in molti ritengono che si sia trattato semplicemente di uno scherzo. Sicuramente a commetterlo non sono stati i giovani che intendono precisarlo pubblicamente, i quali lamentano però la mancanza a Pescaglia di una stanza tutta dedicata a loro, dove potersi riunire e passare insieme il tempo libero.
«Noi giovani di Pescaglia – affermano in una nota – intendiamo precisare che siamo indignati per quanto accaduto e indignati anche per averci ingiustamente e senza prove coinvolti. Siamo persone semplici e i nostri genitori ci hanno insegnato il rispetto dei sentimenti, delle persone, delle tradizioni. Non avremmo mai e poi mai pensato di sottrarre un’immagine sacra da un presepe del paese che è nostro, che amiamo e che rispettiamo. Vorremmo vedere Pescaglia piena di vita, vederla rinascere e certamente condanniamo gli atti di vandalismo. Indignarsi non basta, va dimostrato che siamo migliori di quello che si può pensare. Studiamo, lavoriamo, ci alziamo presto per raggiungere la città e costruirci un futuro».
E lanciano un appello direttamente al sindaco Andrea Bonfanti, affinché si adoperi nel trovare un luogo che possa essere destinato a loro. «Noi – proseguono – siamo animati da valori positivi. Ci piacerebbe nel nostro paese avere un luogo dove poterci riunire e dimostrare il nostro impegno. Vogliamo che questo nostro desiderio venga accolto dal sindaco Andrea Bonfanti che è giovane, pieno di iniziative e ci può capire».
Luca Meconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
