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Dalle aste alla giunta di Vergemoli

Dalle aste alla giunta di Vergemoli

Luvisotti, Bufo e Cecchetti: i legami lucchesi di tre dei protagonisti dell’inchiesta sulle vendite giudiziarie

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LUCCA. Il politico, il giudice, l’avvocato. Tre dei personaggi chiave dell’inchiesta che ha portato a otto arresti e che ha scoperchiato quello che per la procura di Genova è il malaffare delle aste giudiziarie, hanno avuto o hanno rapporti con Lucca.

Innanzitutto c’è Virgilio Luvisotti. Che tuttora risulta essere il direttore dell’Istituto di vendite giudiziarie di San Concordio, gestito dalla società Sofir. Che però - come precisa una nota inviata nella serata di ieri - «chiarisce di essere estranea alle vicende che sono state all'attenzione degli organi di stampa. E si augura che i soggetti coinvolti possano chiarire quanto prima la loro posizione». Certo è che Luvisotti è peraonaggio molto conosciuto a Lucca. Non tanto - a differenza di quanto avviene a Pisa, sua città natalae - per la appartenenza politica ultradecennale alla destra, quanto per l’attività di banditore.

Meno conosciuto al pubblico, ma comunque fondamentale nella ricostruzione della vicenda fatta dagli inquirenti liguri è Roberto Bufo. Un magistrato (prima pubblico ministero, poi passato fra i giudicanti) che ha anche calcato le aule di tribunale della Lucchesia fra il 2008 e il 2011. In quel periodo era ancora attiva la sezione distaccata del tribunale di Viareggio e proprio lì Bufo prestava la sua opera come giudice del penale e per gli sfratti. Al Galli Tassi, invece, si occupava delle cause civili.

Ma c’è un ulteriore filo che lega Bufo al nostro territorio. Ed è intrecciato con la sua seconda vita, quella che ha dedicato alla politica. Il suo primo incarico in una giunta arrivò proprio qui, in Garfagnana, in quello che allora (prima della fusione) era il più piccolo Comune di tutta la regione, Vergemoli. Nel 2010 il sindaco Michele Giannini lo cooptò come assessore esterno nella sua giunta, affidandogli le deleghe a caccia, pesca agricoltura e ai rapporti con gli enti istituzionali. Secondo quanto trapelato Bufo - che arrivò fino al 2013, al termine del mandato di Giannini - fu di fatto “imposto” dal centrodestra che voleva cominciare a inserirlo all’interno dei comuni amministrati.

E sempre in ambito centrodestra - per l’esattezza quello più vicino al recentemente scomparso Altero Matteoli - si muove il terzo protagonista con legami “lucchesi”: Oberto Cecchetti, avvocato romano ed ex giudice di pace a Viterbo e Carrara.

Nel 2010 Cecchetti venne indicato come membro del consiglio di amministrazione di Se.Ver.A., la società (ora fallita) che si occupava di gestire la raccolta dei rifiuti in Garfagnana.

Rapporto indiretto con Lucca anche attraverso Puccini. Cecchetti, infatti, entrò anche all’interno del Festival Pucciniano di Torre del Lago, dove fu membro del consiglio di amministrazione e vicepresidente del consiglio stesso.

SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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