Finanza
Bortoli si dimette, la Holding a Del Prete
«Motivi personali» dietro la scelta dell’amministratore unico
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LUCCA. La notizia è arrivata in mattinata, per i più come un fulmine a ciel sereno: Andrea Bortoli lascia la guida di Lucca Holding, la “cassaforte” che detiene le partecipazioni societarie del Comune. «Motivi personali» a giustificazione dell’abbandono di un ruolo al quale era stato chiamato nella primavera del 2012 dal sindaco Alessandro Tambellini, al quale è legato da un lungo rapporto di stima e da un legame all’insegna dell’assoluta fiducia.
Contattato, Bortoli conferma che motivi «personali e professionali» sono alla base della sua decisione. Che - negli ambienti del Comune - già da tempo circolava. Finora il sindaco era riuscito a far restare Bortoli al suo posto. Ma ieri, in assemblea dei soci, l’amministratore unico della Holding ha annunciato le sue dimissioni.
Dirigente delle cartiere Modesto Cardella, Bortoli è stato in questi sei anni elemento fondamentale della gestione delle partecipate e del loro processo di razionalizzazione. Ha guidato operazioni delicate, come l’ingresso di Clap in Ctt e la liquidazione di Polis e Valfreddana Recuperi, la trasformazione di Lucca Holding Servizi nell’esattore per il Comune e, in prospettiva, in una vera e propria multiutility.
Il suo nome è legato anche alla madre di tutte le operazioni, quella che ruota intorno a Gesam. Bortoli ha ideato e definito la scissione asimmetrica della quale, poche settimane fa, è stato pubblicato il progetto.
«Da alcuni mesi ero a conoscenza delle crescenti difficoltà del dottor Bortoli di far combaciare l’impegno di amministratore unico di Lucca Holding con gli altri impegni lavorativi e personali – ha detto il sindaco Alessandro Tambellini –. Per questo capisco, anche se non nascondo il dispiacere, le motivazioni della sua scelta. Ringrazio quindi in modo non formale Andrea Bortoli per l’impegno e la passione con cui ha affrontato questo delicatissimo ruolo».
Ora si apre la partita della successione. Per il momento la poltrona andrà al commercialista Claudio Del Prete, attuale presidente del collegio sindacale, che traghetterà la società fino al prossimo giugno, quando era prevista la fine del secondo mandato di Bortoli.
Poi ci sarà la selezione dei nuovi vertici, che avverrà secondo i nuovi indirizzi dati dal consiglio comunale: gli interessati potranno presentare la propria candidatura e ci saranno audizioni pubbliche.
Qualcosa potrebbe cambiare nella struttura di governo della Holding. È probabile, infatti, che si viri - come previsto da leggi e regolamenti - su un modello con consiglio di amministrazione composto da tre persone, al posto dell’attuale amministratore unico.
Una possibilità che garantirebbe una maggior “divisione del lavoro” fra i membri anche a fronte di emolumenti che ormai non sono più particolarmente elevati rispetto alle responsabilità: l’indennità di Bortoli era, infatti, di 24.000 euro lordi l’anno.
Fra i nomi “papabili” per un ruolo nel nuovo cda c’è proprio quello di Del Prete. Che potrebbe, dunque, essere non solo un traghettatore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Contattato, Bortoli conferma che motivi «personali e professionali» sono alla base della sua decisione. Che - negli ambienti del Comune - già da tempo circolava. Finora il sindaco era riuscito a far restare Bortoli al suo posto. Ma ieri, in assemblea dei soci, l’amministratore unico della Holding ha annunciato le sue dimissioni.
Dirigente delle cartiere Modesto Cardella, Bortoli è stato in questi sei anni elemento fondamentale della gestione delle partecipate e del loro processo di razionalizzazione. Ha guidato operazioni delicate, come l’ingresso di Clap in Ctt e la liquidazione di Polis e Valfreddana Recuperi, la trasformazione di Lucca Holding Servizi nell’esattore per il Comune e, in prospettiva, in una vera e propria multiutility.
Il suo nome è legato anche alla madre di tutte le operazioni, quella che ruota intorno a Gesam. Bortoli ha ideato e definito la scissione asimmetrica della quale, poche settimane fa, è stato pubblicato il progetto.
«Da alcuni mesi ero a conoscenza delle crescenti difficoltà del dottor Bortoli di far combaciare l’impegno di amministratore unico di Lucca Holding con gli altri impegni lavorativi e personali – ha detto il sindaco Alessandro Tambellini –. Per questo capisco, anche se non nascondo il dispiacere, le motivazioni della sua scelta. Ringrazio quindi in modo non formale Andrea Bortoli per l’impegno e la passione con cui ha affrontato questo delicatissimo ruolo».
Ora si apre la partita della successione. Per il momento la poltrona andrà al commercialista Claudio Del Prete, attuale presidente del collegio sindacale, che traghetterà la società fino al prossimo giugno, quando era prevista la fine del secondo mandato di Bortoli.
Poi ci sarà la selezione dei nuovi vertici, che avverrà secondo i nuovi indirizzi dati dal consiglio comunale: gli interessati potranno presentare la propria candidatura e ci saranno audizioni pubbliche.
Qualcosa potrebbe cambiare nella struttura di governo della Holding. È probabile, infatti, che si viri - come previsto da leggi e regolamenti - su un modello con consiglio di amministrazione composto da tre persone, al posto dell’attuale amministratore unico.
Una possibilità che garantirebbe una maggior “divisione del lavoro” fra i membri anche a fronte di emolumenti che ormai non sono più particolarmente elevati rispetto alle responsabilità: l’indennità di Bortoli era, infatti, di 24.000 euro lordi l’anno.
Fra i nomi “papabili” per un ruolo nel nuovo cda c’è proprio quello di Del Prete. Che potrebbe, dunque, essere non solo un traghettatore.
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