Sicurezza
Varia porta il Comune al Tar
Contenzioso per il mancato ok alla sanatoria degli impianti di Montebonelli
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LUCCA . Impianto di frantumazione inerti a Montebonelli, contenzioso davanti al Tar tra la società Varia Costruzioni e il Comune di Lucca. La notizia è contenuta nella delibera di giunta 385, pubblicata sull’albo pretorio dell’amministrazione lucchese.
La vicenda risale al novembre 2015, quando la Varia costruzioni, nota impresa edile della zona, presenta una richiesta di sanatoria per alcuni manufatti realizzati in assenza di autorizzazioni in località Montebonelli, nella frazione di Monte San Quirico, dove l’azienda ha un impianto di frantumazione inerti e produzione di conglomerato bituminoso. A seguito dell’istruttoria dell’ufficio Edilizia privata la richiesta di sanare i suddetti locali viene respinta dal Comune, che per la sua decisione si basa anche sui pareri contrari dell’Autorità di bacino del fiume Serchio e del ministero dei Beni e delle attività culturali.
Secondo il dicastero quelle opere non possono essere sanate perché compromettono le visuali che si aprono verso il fiume e perché i vari manufatti sono incongrui rispetto al contesto fluviale. Secondo l’ufficio Edilizia privata, inoltre, il protocollo d’intesa siglato tra Comune, Provincia, Autorità di bacino e la Varia costruzioni per la delocalizzazione dell’attività della ditta, non legittima il mantenimento delle opere e dei manufatti eseguiti in assenza dei titoli edilizi.
Ma la Varia Costruzioni non accetta di buon grado il diniebgo del Comune di Lucca e così decide di presentare ricorso di fronte al tribunale amministrativo della Toscana. Lo scorso 27 luglio il Comune di Lucca riceve la notifica del ricorso e così a fine anno la giunta Tambellini decide di costituirsi in giudizio nell’opposizione proposta davanti al tribunale fiorentino dalla Varia costruzioni. Adesso non resta che aspettare il pronunciamento dei giudici per capire quale sarà l’epilogo della vicenda, sempre che i contendenti – insoddisfatti – non decidono di andare fino al Consiglio di Stato. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La vicenda risale al novembre 2015, quando la Varia costruzioni, nota impresa edile della zona, presenta una richiesta di sanatoria per alcuni manufatti realizzati in assenza di autorizzazioni in località Montebonelli, nella frazione di Monte San Quirico, dove l’azienda ha un impianto di frantumazione inerti e produzione di conglomerato bituminoso. A seguito dell’istruttoria dell’ufficio Edilizia privata la richiesta di sanare i suddetti locali viene respinta dal Comune, che per la sua decisione si basa anche sui pareri contrari dell’Autorità di bacino del fiume Serchio e del ministero dei Beni e delle attività culturali.
Secondo il dicastero quelle opere non possono essere sanate perché compromettono le visuali che si aprono verso il fiume e perché i vari manufatti sono incongrui rispetto al contesto fluviale. Secondo l’ufficio Edilizia privata, inoltre, il protocollo d’intesa siglato tra Comune, Provincia, Autorità di bacino e la Varia costruzioni per la delocalizzazione dell’attività della ditta, non legittima il mantenimento delle opere e dei manufatti eseguiti in assenza dei titoli edilizi.
Ma la Varia Costruzioni non accetta di buon grado il diniebgo del Comune di Lucca e così decide di presentare ricorso di fronte al tribunale amministrativo della Toscana. Lo scorso 27 luglio il Comune di Lucca riceve la notifica del ricorso e così a fine anno la giunta Tambellini decide di costituirsi in giudizio nell’opposizione proposta davanti al tribunale fiorentino dalla Varia costruzioni. Adesso non resta che aspettare il pronunciamento dei giudici per capire quale sarà l’epilogo della vicenda, sempre che i contendenti – insoddisfatti – non decidono di andare fino al Consiglio di Stato. (g.p.)
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