Il dolore
Nel 2018 saranno abbattuti 660 capi
Stabilito dalla Regione i numeri dei “prelievi” nei campi coltivati
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LUCCA. Sono complessivamente 660 i cinghiali che la Regione prevede di abbattere nel corso del 2018 nelle cosiddette “aree non vocate” cioè, essenzialmente, i campi coltivati.
Un numero, ha spiegato ieri al nostro giornale l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, in linea con quello degli anni precedenti.
In particolare, il piano redatto sulla base della legge regionale prevede di abbattere 99 maschi e 231 femmine di età maggiore di un anno, oltre a 165 maschi rossi e striati e altre 165 femmine rosse e striate.
Complessivamente in Toscana saranno abbattuti 24.000 cinghiali nell’anno appena iniziato. Numeri che Remaschi ha commentato con soddisfazione «Mi pare - ha detto - che i cinghiali siano diminuiti e la caccia di selezione nelle aree non vocate da poco più di 24mila e 200 capi prevista dalla Regione per il 2018 darà i suoi buoni frutti. Va messa in conto l’eccezionalità dell’anno appena trascorso. Il 2017 è stato molto siccitoso e i cinghiali sono stati costretti ad avvicinarsi alle città o alle periferie per trovare acqua e cibo».
Sembrano superate o, quanto meno, stemperate anche le tensioni fra cacciatori e agricoltori: «È bene che ci confrontiamo sui numeri - ha detto Remaschi . La Regione è disponibile a dialogare con le associazioni degli agricoltori per accogliere nuovi suggerimenti. Mai dimenticare, infatti, che il senso della legge anti-ungulati è proprio quello di dare una mano agli agricoltori».
Un numero, ha spiegato ieri al nostro giornale l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, in linea con quello degli anni precedenti.
In particolare, il piano redatto sulla base della legge regionale prevede di abbattere 99 maschi e 231 femmine di età maggiore di un anno, oltre a 165 maschi rossi e striati e altre 165 femmine rosse e striate.
Complessivamente in Toscana saranno abbattuti 24.000 cinghiali nell’anno appena iniziato. Numeri che Remaschi ha commentato con soddisfazione «Mi pare - ha detto - che i cinghiali siano diminuiti e la caccia di selezione nelle aree non vocate da poco più di 24mila e 200 capi prevista dalla Regione per il 2018 darà i suoi buoni frutti. Va messa in conto l’eccezionalità dell’anno appena trascorso. Il 2017 è stato molto siccitoso e i cinghiali sono stati costretti ad avvicinarsi alle città o alle periferie per trovare acqua e cibo».
Sembrano superate o, quanto meno, stemperate anche le tensioni fra cacciatori e agricoltori: «È bene che ci confrontiamo sui numeri - ha detto Remaschi . La Regione è disponibile a dialogare con le associazioni degli agricoltori per accogliere nuovi suggerimenti. Mai dimenticare, infatti, che il senso della legge anti-ungulati è proprio quello di dare una mano agli agricoltori».
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