Il Tirreno

Lucca

Una marcia a cavallo per dire no alla bretellina

di Nicola Nucci
Una marcia a cavallo per dire no alla bretellina

Protesta dal centro ippico Samarcanda di Traversagna sulla nuova viabilità «Il tracciato dividerà in due il maneggio attraversando un polmone verde»

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CAPANNORI. Stanno organizzando anche una marcia in sella ai loro cavalli fino al municipio di Capannori, per salvare la loro attività e una zona ancora verde e incontaminata nella campagna capannorese. La “bretellina” che il Comune ha intenzione di realizzare a servizio del nuovo sottopasso ferroviario passerebbe proprio accanto, anzi davanti, al maneggio dei cavalli nella zona del “Carnaio”. Da qui nasce la protesta dell’associazione ippica che gestisce il centro ippico Samarcanda a Tassignano.

«Un maneggio immerso nella natura, un posto dove cavalli, ragazzi, bambini e anziani passano le loro giornate specialmente durante la bella stagione. Adesso questo piccolo polmone in campagna è in pericolo», dicono i rappresentanti dell’associazione, la presidente Diana Lenci e la vice presidente Paolina Frediani. Il progetto definitivo del Comune approvato da Rfi prevede una nuova viabilità che collegherà il nuovo attraversamento a nord con la via Chelini-Romana e scorrerà a sud attraversando il ponte dell’autostrada Firenze-Mare e collegandosi con una nuova strada nell’area industriale di Carraia.

«Il terreno su cui si sviluppa il maneggio – spiegano dall’associazione ippica – secondo il progetto della nuova viabilità, verrà spaccato letteralmente in due, senza una logica, diviso da una strada asfaltata e transitata da veicoli, lunga quasi due chilometri e in mezzo alla natura. La nuova viabilità avrebbe conseguenze devastanti su una delle zone verdi più belle e incontaminate del territorio e sulla nostra attività».

Oltre all’aspetto ambientale «che verrà penalizzato, dalla distruzione del verde alla fauna locale come le piccole lepri che moriranno, così come tutti gli animali selvatici che hanno scelto questo habitat naturale», l’altro punto critico è quella della sicurezza dei veicoli «che sfrecciando su questa nuova strada si troveranno coinvolti in attraversamenti imprevisti».

A rischio l’incomulità degli stessi cavalli, gli altri protagonisti di questa storia: «Come possono i nostri cavalli abitare in un posto dove davanti al loro cancello passano continuamente le auto? Basta un semplice fulmine durante un temporale i recinti elettrici si possono guastare e gli animali sarebbero liberi di attraversare la strada rischiando di essere investiti o provocare incidenti». Una soluzione c’è per i promotori della protesta: «Ci sono altre due strade che corrono al margine dell’area. Perché non usare queste alternative? La strada è necessaria, ma si può fare al margine del parco».

Il Centro ippico Samarcanda, attivo da vent’anni (il proprietario è Daniele Picchi) organizza passeggiate a cavallo, corsi, trekking ed eventi di equitazione, collaborando anche col Comune. «Un’attività che promuove un turismo lento, a contatto con la natura, promosso dallo stesso Comune. Non possiamo fare a meno di evidenziare una contraddizione».

L’associazione lancia un grido d’allarme al sindaco Menesini, «che da sempre dice di essere amico dell’ecologia; ci rivolgiamo anche a tutti quelli che avranno voglia di ascoltarci, perché Tassignano rischia di perdere un polmone verde che in futuro potrebbe essere utilizzato anche come parco. Siamo certi che il sindaco, con il quale ci siamo confrontati, farà la scelta migliore per tutta la comunità».

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