La manifestazione
«Molto lavoro, poco guadagno. E quindi vendo»
di Barbara Antoni
Boom di annunci sui portali: si cedono bar ristoranti, pizzerie, tabaccherie. Prezzi bassi
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LUCCA. «Sono stanchi di lavorare molto, dodici ore tutti i giorni, e di guadagnare alla fine poco, o di non guadagnare, per via di tutte le tasse che devono pagare allo Stato. Per questo vendono le attività. Ora sono davvero tanti».
Spiega così Francesca Satti, titolare delle agenzie immobiliari Essegi di Lucca con il marito Giuliano, il boom di annunci di vendita di ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, tabaccherie con sede a Lucca. Annunci che basta visitare i portali online di vendite immobiliari e ne trovi in quantità.
Tutti accuratamente “nascosti”: presentano le caratteristiche delle singole attività ma senza rivelare (se non in rarissimi casi) il nome o la ragione sociale, falsando volontariamente anche l’indirizzo (si dice centro storico, ma la via è indicativa, come in alcuni casi viene esplicitato nell’annuncio). I prezzi sono mediamente bassi rispetto al passato: per le attività fuori dalle strade “d’oro” (via Fillungo, piazza San Michele, via Beccheria e attigue) non si chiede più buona entrata: prezzo secco e via. «Inizio e fine anno - aggiunge Francesca Satti - sono il periodo migliore per chi vuole cambiare attività, o vuol vendere. In questo periodo però l’offerta è particolarmente ricca, proprio perché stare ore e ore dietro al bancone è diventato pesante: il rischio è tanto ma non c’è più il guadagno che faceva venir voglia di rischiare. I prezzi sono calati tantissimo. Oggi, qualunque imprenditore del settore si sentisse proporre una cifra interessante per vendere la sua attività accetterebbe di sicuro».
Esempi sui portali ce ne sono a bizzeffe. Uno che incuriosisce, su www.casa.it: «Vendesi bar in centro storico con avviamento quasi centenario, ambienti eleganti e ricercati, arredato con mobili antichi. Richiesta: 180.000 euro, affitto mensile 2.000». Altri esempi: «Vendesi ristorante nel centro storico, superficie 105 metri quadrati per 30 posti: prezzo 110.000 euro (senza buona entrata, ndr)»: «Vendesi pizzeria con 35 coperti interni e 60 esterni, centro storico: buona entrata 300.000, affitto mensile 3.000». In vendita anche lavanderie self service (70.000 euro) e tabaccherie. Su quest’ultimo settore specifico, l’interesse, in particolare, è di acquirenti cinesi. Lo sottolinea la titolare della Essegi: «I cinesi sono particolarmente interessati alle tabaccherie, ma fuori dal centro storico. Sono gli unici oggi del resto, in grado di far fronte alle cifre richieste per queste attività» (di 400.000 euro e oltre, a vedere i portali, ndr).
Molto sconforto, grande movimento, ma sottotraccia: di cartelli con la scritta vendesi, in giro, se ne vedono assai pochi. Imprenditori disposti a scommettere su Lucca, comunque, ce ne sono. «Gli avvicendamenti di proprietà di bar, ristoranti e pizzerie del centro storico - conclude Francesca Satti - sono di solito con imprenditori che vengono da fuori Lucca, italiani sì, spesso toscani ma non lucchesi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Spiega così Francesca Satti, titolare delle agenzie immobiliari Essegi di Lucca con il marito Giuliano, il boom di annunci di vendita di ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, tabaccherie con sede a Lucca. Annunci che basta visitare i portali online di vendite immobiliari e ne trovi in quantità.
Tutti accuratamente “nascosti”: presentano le caratteristiche delle singole attività ma senza rivelare (se non in rarissimi casi) il nome o la ragione sociale, falsando volontariamente anche l’indirizzo (si dice centro storico, ma la via è indicativa, come in alcuni casi viene esplicitato nell’annuncio). I prezzi sono mediamente bassi rispetto al passato: per le attività fuori dalle strade “d’oro” (via Fillungo, piazza San Michele, via Beccheria e attigue) non si chiede più buona entrata: prezzo secco e via. «Inizio e fine anno - aggiunge Francesca Satti - sono il periodo migliore per chi vuole cambiare attività, o vuol vendere. In questo periodo però l’offerta è particolarmente ricca, proprio perché stare ore e ore dietro al bancone è diventato pesante: il rischio è tanto ma non c’è più il guadagno che faceva venir voglia di rischiare. I prezzi sono calati tantissimo. Oggi, qualunque imprenditore del settore si sentisse proporre una cifra interessante per vendere la sua attività accetterebbe di sicuro».
Esempi sui portali ce ne sono a bizzeffe. Uno che incuriosisce, su www.casa.it: «Vendesi bar in centro storico con avviamento quasi centenario, ambienti eleganti e ricercati, arredato con mobili antichi. Richiesta: 180.000 euro, affitto mensile 2.000». Altri esempi: «Vendesi ristorante nel centro storico, superficie 105 metri quadrati per 30 posti: prezzo 110.000 euro (senza buona entrata, ndr)»: «Vendesi pizzeria con 35 coperti interni e 60 esterni, centro storico: buona entrata 300.000, affitto mensile 3.000». In vendita anche lavanderie self service (70.000 euro) e tabaccherie. Su quest’ultimo settore specifico, l’interesse, in particolare, è di acquirenti cinesi. Lo sottolinea la titolare della Essegi: «I cinesi sono particolarmente interessati alle tabaccherie, ma fuori dal centro storico. Sono gli unici oggi del resto, in grado di far fronte alle cifre richieste per queste attività» (di 400.000 euro e oltre, a vedere i portali, ndr).
Molto sconforto, grande movimento, ma sottotraccia: di cartelli con la scritta vendesi, in giro, se ne vedono assai pochi. Imprenditori disposti a scommettere su Lucca, comunque, ce ne sono. «Gli avvicendamenti di proprietà di bar, ristoranti e pizzerie del centro storico - conclude Francesca Satti - sono di solito con imprenditori che vengono da fuori Lucca, italiani sì, spesso toscani ma non lucchesi».
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