Il Tirreno

Lucca

Boom di B&B e affittacamere: +56%

Boom di B&B e affittacamere: +56%

Il cartario si conferma settore trainante del territorio. Crescono le esportazioni

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LUCCA. Il turismo in forte espansione, con una crescita di affittacamere e bed and breakfast pari al 56%. Continua invece la tendenza negativa del commercio al dettaglio che in dieci anni ha fatto registrare una flessione del 14%: un andamento, spiega la Cgil provinciale, «conseguente anche al processo di liberalizzazione selvaggia di giorni e orari di apertura, risultata insostenibile per i piccoli esercizi, che ha favorito invece la grande distribuzione, ma con un saldo occupazionale negativo».

Dopo i dati generali sull’occupazione, un focus sui settori e sull’andamento dei flussi, sempre con i dati della Cgil.

Nel primo semestre 2017 la provincia di Lucca ha registrato un +7,1% di vendite all’estero per un importo di 1.919 milioni (+10% rispetto allo stesso periodo del 2016), evidenziando una tendenza all’aumento. Andando a ritroso, si trovano i 1.779 milioni del primo semestre 2016, 2.915 milioni nel 2015, 1.613 nel 2014, 1.595 nel 2013. In aumento anche l’importazione, che si attesta a 942 milioni nel primo semestre 2017: nello stesso periodo del 2013 era pari a 800 milioni.

Positiva la produttività del lavoro, anche se si ferma a +0,6. In provincia di Lucca, la produzione industriale fa registrare, nel primo semestre, una sostanziale stabilità, con alcuni settori in leggera crescita. Si tratta della nautica (+1%), della metalmeccanica (+2,1%), del cartario (+0,8%), del calzaturiero (+2,9%), del metallurgico (+5,1%). Continuano invece a dare segnali negativi altri settori come il lapideo (-3,6%), alimentare (-1,1), chimico (-0,2). Complessivamente, la produttività si riscontra più alta nelle imprese sopra i 50 dipendenti, seppure in misura lieve. In pari misura, ma negativa, cala la produttività nelle imprese sotto i 50 dipendenti.

Quanto al turismo, la Cgil lo ritiene fondamentale per l’intero territorio provinciale, «ma ancora troppo connotato dalla forte stagionalità e dall’ampio ricorso al lavoro precario e nero. Occorre invece investire sullo sviluppo del turismo di qualità e destagionalizzato».

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