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GUARDIA DI FINANZA
Requisito appartamento a imprenditore
LUCCA. Sequestro preventivo di beni mobili e di un appartamento del valore di 80mila euro a Riccardo Garzelli, imprenditore livornese di 70 anni, finito nei guai con la complicità di un...
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LUCCA. Sequestro preventivo di beni mobili e di un appartamento del valore di 80mila euro a Riccardo Garzelli, imprenditore livornese di 70 anni, finito nei guai con la complicità di un commercialista lucchese, per aver creato due Trust spogliandosi di tutto il patrimonio con lo scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Agenzia delle Entrate di Livorno che vantava crediti per 487mila euro.
Il sequestro è stato effettuato dalla Guardia di Finanza di Livorno in esecuzione ad un decreto del gip, nei confronti dell’imprenditore che opera nel settore delle locazioni e compravendite immobiliari. Garzelli era già stato sottoposto ad una misura di sequestro preventivo per circa 5,6 milioni tra 84 immobili, quote sociali e disponibilità finanziarie.
Le Fiamme Gialle hanno deciso di eseguire anche un controllo fiscale che ha consentito di appurare come l’imprenditore (tra gli anni 2014 e 2016) avesse occultato al fisco materia imponibile per oltre 400mila euro di cui, per il solo 2015, 212mila euro, con una corrispondente Irpef evasa per 80.375 euro.
Da qui la denuncia alla procura di Livorno (competente in ragione del suo luogo di residenza e domicilio) per il reato di omessa dichiarazione per l’anno 2015.
All’esito delle nuove indagini è stato eseguito il sequestro per equivalente.
Il sequestro è stato effettuato dalla Guardia di Finanza di Livorno in esecuzione ad un decreto del gip, nei confronti dell’imprenditore che opera nel settore delle locazioni e compravendite immobiliari. Garzelli era già stato sottoposto ad una misura di sequestro preventivo per circa 5,6 milioni tra 84 immobili, quote sociali e disponibilità finanziarie.
Le Fiamme Gialle hanno deciso di eseguire anche un controllo fiscale che ha consentito di appurare come l’imprenditore (tra gli anni 2014 e 2016) avesse occultato al fisco materia imponibile per oltre 400mila euro di cui, per il solo 2015, 212mila euro, con una corrispondente Irpef evasa per 80.375 euro.
Da qui la denuncia alla procura di Livorno (competente in ragione del suo luogo di residenza e domicilio) per il reato di omessa dichiarazione per l’anno 2015.
All’esito delle nuove indagini è stato eseguito il sequestro per equivalente.
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