Il Tirreno

Lucca

Carmine, chiude il pollivendolo

di Federica Scintu
Carmine, chiude il pollivendolo

Oggi ultimo giorno di lavoro per Pier Luigi Pellicciotti: «Dopo una vita dietro il banco mi godrò il tempo libero»

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LUCCA. Il mercato del Carmine perde un altro commerciante storico. Oggi infatti, per Pier Luigi Pellicciotti, sarà l’ultimo giorno di lavoro dietro al bancone della sua polleria: dopo ben 51 anni di attività ha deciso di chiudere bottega e di godersi la meritata (seppur esigua) pensione. «I guadagni sono calati, questo è indubbio, – dichiara mentre minuziosamente brucia gli ultimi pelucchi rimasti attaccati a un pollo – ma non chiudo per questo. Sono in pensione da cinque anni e avrei potuto continuare ancora un anno o due però preferisco godermi un po’ di tempo libero dopo una vita passata a lavorare anche se ammetto che la passione non è calata». È appena un ragazzino Pier Luigi quando il padre Giuseppe, pollaiolo con un banco al mercato dal 1962, inizia a trasmettergli i segreti del mestiere. E a lui quel mestiere piace, lo entusiasma al punto che decide di dare continuità a quanto costruito dal papà.

«Il nostro era un lavoro molto duro – racconta – mio padre partiva da Porcari in bicicletta diretto nei mercati di Pontedera o di Altopascio per comprare il pollame che poi rivendeva all’ingrosso. Arrivato a casa io e mia sorella gli davamo una mano a spellare i polli e a fare tutto ciò di cui aveva bisogno. Ricordo che capitava che, dal pollame, prendessimo i pidocchi e la mia mamma ci metteva con la testa sotto la fontanella per toglierceli di dosso. Che tempi!». Dal 1966 Pier Luigi comincia a lavorare nella polleria di famiglia (che ai tempi vendeva anche cacciagione perché ancora si poteva) e dal 1972 la rileva ufficialmente. «Avevo dovuto sostenere un esame alla camera di commercio – dichiara – e, dopo averlo superato, mi è stata data la licenza comunale. Prima, chi voleva fare questo mestiere, doveva dimostrare di saperlo fare. Al giorno d’oggi i giovani non sono interessati a imparare questa professione e quindi penso che alla fine sarà destinata a scomparire. Basta guardare il centro storico: sono pochissime le pollerie e le macellerie ancora aperte. Un po’ perché in città gli abitanti sono molto diminuiti e un po’ perché è più semplice e immediato comprare la carne al supermercato».

Con Pier Luigi che abbassa la saracinesca della sua attività sono solo cinque i commercianti del mercato del Carmine che ancora “resistono”. «Prima qui – racconta ripensando al passato – eravamo in centoventi. Il mercoledì e il sabato il mercato si riempiva ancora perché c’erano anche gli ambulanti che vendevano frutta e verdura. Diciamo che abbiamo resistito fino al 2000 poi il lavoro è iniziato a calare e il Carmine a svuotarsi tanto che ora rimarranno appena in cinque». Nonostante la chiusura della polleria Pellicciotti non sia dovuta al calo delle vendite, Pier Luigi non ha molta voglia di festeggiare. E fino all’ultimo giorno continua a lavorare sodo. «Pagherò un caffè ai commercianti del mercato, tanto sono in pochi – dice con tono ironico – ma non ho organizzato alcuna festa. Intanto oggi (ieri, ndr) ho ancora da lavorare e anche parecchio per le ultime consegne: devo disossare 60 cosce di pollo e preparare gli ultimi ordini dei clienti ma ormai siamo davvero agli sgoccioli». Nelle sue mani c’è lo stesso impegno di 50 anni fa nonostante manchino pochissime ore alla cessazione dell’attività. «Ci tengo a ringraziare tutti i miei clienti storici – conclude tradendo un po’ di commozione Pier Luigi - gli amici e i collaboratori che ci hanno supportati. Tutto qui». E mentre ci saluta ci fa vedere la foto di un quadro: l’ha realizzato un pittore statunitense James Crandall prendendo spunto da uno scatto “rubato” fuori dalla sua bottega. Il quadro ritrae lui, Pier Luigi, dietro al bancone, intento e concentrato, come tutti i giorni, per fare al meglio il suo lavoro.

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