Il Tirreno

Lucca

La passione per l’arte rinasce nella Bottega dell’Arcangelo

di Rossella Lucchesi
La passione per l’arte rinasce nella Bottega dell’Arcangelo

Quaranta allievi entusiasti ai corsi del maestro Lorenzetti. Alla fine delle lezioni ci sarà una mostra delle opere realizzate

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LUCCA. Sempre più frenetica l’attività della Bottega dell’Arcangelo, nata un anno fa nella Casa delle Sette Arti, il sodalizio associativo di Confartigianato che ha sede nella casermetta Santa Croce, sulle Mura urbane. Merito del maestro Giovanni Lorenzetti, che ha saputo ricreare quella che era la tipica bottega artistica del Cinquecento, con gli allievi intenti a imparare tutti i segreti della pittura in un’atmosfera di intesa e solidarietà, indispensabile per favorire i rapporti umani.

Siamo andati nella bottega e in effetti quello è il clima che vi si respira e rende orgoglioso Lorenzetti, che vediamo concentrato sulla pala d’altare dedicata alla Madonna del Rosario che a breve sarà collocata nella chiesa di Santa Caterina. Gli allievi sono presi dai loro lavori e via via chiedono consigli e suggerimenti al maestro che stimano e apprezzano per le sue doti artistiche e umane.

C’è l’entusiasmo per l’esperienza che stanno vivendo che in molti di loro ha fatto riemergere una passione che rischiava di restare nascosta. È il caso di Patrizia Brunelli di Camaiore che, seppure diplomata al liceo artistico di Lucca e all’Accademia di Carrara, non toccava pennello da vent’anni per dedicarsi alla famiglia. Ma quando si è presentata questa opportunità non ci ha pensato un istante e adesso è una delle allieve più assidue. Angela Perri ha avuto come docente Lorenzetti quando studiava all’istituto d’arte di Pisa e, sebbene adesso lavori alla mensa universitaria pisana, ha colto l’occasione per ravvivare la sua grande passione. Simona Donati è geometra e lavora nel sociale. Questo per lei è il primo approccio con l’arte, dopo una serie di corsi amatoriali, ma è certa di proseguire «perché - dice - fa bene alla mente e allo spirito e un maestro come Lorenzetti non si trova tutti i giorni». Del medesimo avviso la viareggina Rosa Maria Benvenuti, ex insegnate di inglese che rinunciò agli studi artistici per scelta della famiglia. Andrea Buti viene da Pisa ed è momentaneamente disoccupato, ma spera che questa bottega gli porti fortuna e magari gli apra le porte per un lavoro nel settore artistico. L’arte ce l’ha nel sangue Doretta Nottoli e l’insegna nelle scuole medie, dove cerca di riproporre tecniche e stili pittorici appresi dal maestro Lorenzetti «il quale - dice - riesce a infondere nuovi stimoli anche a chi, come me, vive di pane e pittura». Angela Avitto è arrivata a Lucca qualche anno fa dalla Puglia per studiare turismo a Campus, tenendo sottobraccio la grande passione per la pittura. Un giorno è entrata per caso nella Bottega dell’Arcangelo e non vi è più uscita “stregata” da quell’ambiente intriso di cultura d’altri tempi, nel quale è possibile recuperare mestieri che stanno scomparendo.

C’è grande armonia, insomma, nella Bottega dell’Arcangelo che ad oggi conta una quarantina di allievi, suddivisi nei diversi percorsi di studio che si svolgono il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 20 e il sabato dalle 9 alle 13. «Una struttura viva e operativa che -precisa Lorenzetti - ad oggi ha sempre onorato in largo anticipo il contratto che la lega all’Opera delle Mura, rispettando accordi e pagamento del fitto e delle utenze come da contratto». Un progetto significativo quello dell’Arcangelo, partito a marzo con uno studio approfondito sull’arte barocca nella pittura di nature morte di Simeon Charden e proseguito con il percorso pittorico su Leonardo Da Vinci, prendendo spunto da dipinti come La Scapigliatura e L’Adorazione dei Magi che il genio toscano realizzò con tecniche che oggi gli allievi di Lorenzetti imparano a bottega, partendo dalla preparazione della tela e della base del dipinto, da realizzarsi con tecniche antiche. Il percorso si concluderà a marzo 2018 con una mostra dei lavori degli allievi. Il semestre successivo sarà dedicato allo studio della Scuola veneta e si concentrerà sul metodo di lavoro dei quadraturisti e sulla pittura di Giambattista Tiepolo e del figlio Domenico. In mezzo progetti e visite guidate ai musei e gallerie d’arte, per “toccare con mano” le opere da studiare.

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