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Lucca

Gatto ucciso a Fagnano con un sacchetto al collo

Gatto ucciso a Fagnano con un sacchetto al collo

Il micio grigio, di dieci anni, viveva in una corte, accudito e amato dalle famiglie Ignoti gli hanno avvolto la testa in un involucro di plastica: è morto per asfissia

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LUCCA. Non aveva un nome, ma su di sé riusciva a calamitare tanto affetto e attenzione, tante carezze. Un micio di tutti, di tutte le famiglie con la casa che si affaccia su una delle corti di Fagnano, che lo accudivano.

Ha fatto una fine atroce il povero micio. È successo lunedì 18 dicembre, di mattina. Qualcuno, usando non poca crudeltà, per motivi che la gente del posto dice di non conoscere, gli ha coperto la testa con un sacchetto di plastica che poi ha legato intorno al collo del malcapitato gatto.

La reazione dell’animale è stata di scappare. Come un lampo, con un guizzo di cui solo un felino poteva essere capace, dal luogo dove è stato sottoposto a questa violenza, ha attraversato la strada che porta alla chiesa di Fagnano. Una signora che abita nel posto e che conosceva il gatto sulle prime non ha creduto ai suoi occhi quando se lo è visto schizzare davanti. Lei era al volante della sua auto sulla stessa strada, quando il gatto, provenendo da un lato della strada, l’ha attraversata come un fulmine, proprio davanti a lei. La donna si è fermata, si è messa a cercare il gatto, ma invano. Il micio era andato a nascondersi, a cercare forse di strapparsi dalla testa e dal collo quel sacchetto dentro al quale l’aria si stava esaurendo, minuto dopo minuto sempre di più.

La voce si è sparsa a Fagnano del gatto col sacchetto sulla testa e legato al collo. Gli inquilini delle case di corte dove ogni giorno, da dieci anni a questa parte, il micio andava a bere, mangiare e a conquistare qualche coccola, a giocare con i bambini, lo hanno cercato nelle stradine e negli orti, lungo il bordo strada, nei campi.

Niente da fare. Sono passate ore. Finché il micio col manto grigio e marrone, il pelo lungo e setoso, è stato ritrovato, privo di vita, davanti allo scalino della casa di una delle “sue” famiglie, nella corte che rappresentava il suo piccolo mondo.

È stato trovato così, come si vede nella foto, con il sacchetto ancora avvolto alla testa e legato, morto con tutte le probabilità per asfissia. Morto per la cattiveria, la spietatezza di chi o non sopportava la sua presenza o che forse quel giorno voleva fare male, senza motivo o per un gioco spietato, a un animale.

È finita dentro a questa violenza la vita del micio di Fagnano. Una violenza che ha lasciato sconvolti gli abitanti, in particolare i “suoi” padroni. Li ha lasciati ammutoliti: infatti si sono decisi a raccontarla solo adesso.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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