La protesta
braccio di ferro tra gesam e un utente
Vende casa ma deve pagare il gas che non ha consumato
LUCCA. Ha venduto casa ma prima di far fare la voltura al nuovo proprietario ha comunicato a Gesam Gas & Luce la lettura del contatore del gas per chiudere i conti in sospeso. Pensava di essere a...
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LUCCA. Ha venduto casa ma prima di far fare la voltura al nuovo proprietario ha comunicato a Gesam Gas & Luce la lettura del contatore del gas per chiudere i conti in sospeso. Pensava di essere a posto ma qualche tempo dopo si è visto recapitare una bolletta da 263 euro. Errore? Pare di no e questa è la cosa curiosa della vicenda capitata al signor Franco Cipriano. «A novembre abbiamo venduto la nostra abitazione di Mutigliano – racconta l’uomo dopo essere andato a protestare vibratamente agli sportelli di Gesam – Al momento di far fare la voltura al nuovo cliente abbiamo comunicato a Gesam l’autolettura del contatore. Pesavamo fosse tutto a posto invece poco tempo dopo ci è arrivata una bolletta da 263 euro, in cui figurano 78 metri cubi di consumi ulteriori rispetto a quelli che avevamo segnalato noi. Ma io di quel gas non ho usufruito, casomai il nuovo inquilino. Per di più nella bolletta, ci sono altre spese, tra cui 46 euro di trasporto e gestione di un “contatore” che io non ho visto. Sono andato a chiedere spiegazioni allo sportello ma mi hanno detto che è tutto corretto. Ma io non ne sono convinto».
Per capire l’accaduto abbiamo contattato direttamente Gesam: ci è stato spiegato che dal momento in cui viene comunicata l’autolettura il distributore ha tre giorni lavorativi di tempo per mandare un proprio incaricato a validare il dato comunicato dall’utente. È quanto successo anche stavolta: l’autolettura del signor Cipriano risale a giovedì 16 novembre e l’incaricato del distributore ha validato il dato lunedì 20 novembre. I tre giorni lavorativi sono stati rispettati. Procedura discutibile, ma questo prevede la norma. Al signor Cipriano è stata consegnata la delibera dell’Autorità garante per l’energia in cui si specifica questo passaggio. Ma l’utente non l’ha presa bene e dallo sportello di Gesam si rammaricano per un atteggiamento che, a detta loro, di sicuro non ha giovato al buon esito della controversia. (g.p.)
Per capire l’accaduto abbiamo contattato direttamente Gesam: ci è stato spiegato che dal momento in cui viene comunicata l’autolettura il distributore ha tre giorni lavorativi di tempo per mandare un proprio incaricato a validare il dato comunicato dall’utente. È quanto successo anche stavolta: l’autolettura del signor Cipriano risale a giovedì 16 novembre e l’incaricato del distributore ha validato il dato lunedì 20 novembre. I tre giorni lavorativi sono stati rispettati. Procedura discutibile, ma questo prevede la norma. Al signor Cipriano è stata consegnata la delibera dell’Autorità garante per l’energia in cui si specifica questo passaggio. Ma l’utente non l’ha presa bene e dallo sportello di Gesam si rammaricano per un atteggiamento che, a detta loro, di sicuro non ha giovato al buon esito della controversia. (g.p.)
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