Sicurezza
«Il presepe resta così, coi segni dei vandali Sarà un simbolo»
di Rossella Lucchesi
La decisione dei Fratres di Massa Pisana dopo che la Natività che avevano allestito è stata devastata da ignoti
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LUCCA. «Il presepe resta così. Come, con un atto di violenza inaudita, lo hanno ridotto alcuni vandali alla vigilia di Natale, distruggendolo completamente, forse nell’insensato tentativo di cancellare quel simbolo della Cristianità che invece questo spregevole atto vandalico sembra aver rafforzato, almeno nell’animo dei credenti».
È l’amaro sfogo della comunità di Massa Pisana e del gruppo Donatori Fratres locale capitanato da Giovanni Paoli che nel pomeriggio del 24 dicembre ha fatto la spiacevole scoperta mentre, insieme ad alcuni volontari si apprestava a collocare Gesù tra Giuseppe e Maria, nella capannella della Natività allestita all’aperto, accanto alla chiesa parrocchiale della piccola frazione alle porte di Lucca. Un colpo al cuore.
Tutte le statue, realizzate a grandezza d’uomo, giacevano a terra mutilate e con gli abiti strappati. Una scena triste e dolorosa che, anziché la serenità del Natale, pareva rappresentare il passaggio di una truppa di barbari che altro non aveva come obiettivo se non la distruzione e la devastazione di un’oasi di pace e speranza.
Un danno notevole. Dal punto di vista materiale, ma soprattutto morale che ha rattristato l’intera comunità e la confraternita che da quindici anni porta avanti la tradizione del presepe del paese, uno dei più apprezzati del territorio.
Ed è proprio per questo motivo che chi, con passione e amore, aveva impiegato energie e tempo nella realizzazione della straordinaria Natività, ha deciso di non rimuovere quello scempio, lasciandolo ben visibile ed esposto al giudizio dei passanti «affinché giudichino con i propri occhi questa sciagurata devastazione del simbolo della fede cristiana che non potrà essere scalfita da un atto del genere, da condannare senza appello» commenta Paolo Quilici, consigliere del gruppo Donatori di sangue che aggiunge: «Auguro a coloro che disgraziatamente questa fede non ce l’hanno o l’hanno persa, di sentirla presto bussare alla porta della loro casa che speriamo possa aprirsi per accoglierla, in quanto portatrice di gioia e speranza. La fede è infatti il dono più bello che il Signore ha voluto farci, senza la quale si rischia di essere travolti dalla disperazione e dallo sconforto che possono sfociare in gesti violenti come quello che ha colpito il nostro presepe, probabilmente guidato dalla mano di qualcuno che ha smarrito o rinnega la fede».
Ma non si scoraggiano i Fratres di Massa Pisana e assicurano che il prossimo anno il presepe si farà di nuovo. E forse anche più bello. Però bisognerà rimboccarsi le maniche e trovare il denaro per riacquistare le statue che, con sacrificio, erano state comprate da un artigiano fiorentino per oltre tremila euro. Poi si dovrà pensare a vestirle e non sarà facile trovare una sarta abile come quella che li aveva appositamente confezionati, forte di un’esperienza come costumista di teatro, purtroppo scomparsa due anni fa.
È l’amaro sfogo della comunità di Massa Pisana e del gruppo Donatori Fratres locale capitanato da Giovanni Paoli che nel pomeriggio del 24 dicembre ha fatto la spiacevole scoperta mentre, insieme ad alcuni volontari si apprestava a collocare Gesù tra Giuseppe e Maria, nella capannella della Natività allestita all’aperto, accanto alla chiesa parrocchiale della piccola frazione alle porte di Lucca. Un colpo al cuore.
Tutte le statue, realizzate a grandezza d’uomo, giacevano a terra mutilate e con gli abiti strappati. Una scena triste e dolorosa che, anziché la serenità del Natale, pareva rappresentare il passaggio di una truppa di barbari che altro non aveva come obiettivo se non la distruzione e la devastazione di un’oasi di pace e speranza.
Un danno notevole. Dal punto di vista materiale, ma soprattutto morale che ha rattristato l’intera comunità e la confraternita che da quindici anni porta avanti la tradizione del presepe del paese, uno dei più apprezzati del territorio.
Ed è proprio per questo motivo che chi, con passione e amore, aveva impiegato energie e tempo nella realizzazione della straordinaria Natività, ha deciso di non rimuovere quello scempio, lasciandolo ben visibile ed esposto al giudizio dei passanti «affinché giudichino con i propri occhi questa sciagurata devastazione del simbolo della fede cristiana che non potrà essere scalfita da un atto del genere, da condannare senza appello» commenta Paolo Quilici, consigliere del gruppo Donatori di sangue che aggiunge: «Auguro a coloro che disgraziatamente questa fede non ce l’hanno o l’hanno persa, di sentirla presto bussare alla porta della loro casa che speriamo possa aprirsi per accoglierla, in quanto portatrice di gioia e speranza. La fede è infatti il dono più bello che il Signore ha voluto farci, senza la quale si rischia di essere travolti dalla disperazione e dallo sconforto che possono sfociare in gesti violenti come quello che ha colpito il nostro presepe, probabilmente guidato dalla mano di qualcuno che ha smarrito o rinnega la fede».
Ma non si scoraggiano i Fratres di Massa Pisana e assicurano che il prossimo anno il presepe si farà di nuovo. E forse anche più bello. Però bisognerà rimboccarsi le maniche e trovare il denaro per riacquistare le statue che, con sacrificio, erano state comprate da un artigiano fiorentino per oltre tremila euro. Poi si dovrà pensare a vestirle e non sarà facile trovare una sarta abile come quella che li aveva appositamente confezionati, forte di un’esperienza come costumista di teatro, purtroppo scomparsa due anni fa.
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