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Lucca

«Desco 2018, una dedica a Gualtiero Marchesi»

«Desco 2018, una dedica a Gualtiero Marchesi»

Il ristoratore Samuele Cosentino lancia un appello ai cuochi lucchesi ricordando  il monito che il grande chef espresse a Lucca per rilanciare la cucina italiana

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LUCCA. Ad andarsene non è stato solo uno dei personaggi che ha reso grande la cucina italiana nel mondo, ma anche un amico di Lucca, e al quale la città dovrebbe rendere omaggio. A lanciare l’appello è uno dei più importanti ristoratori lucchesi, il titolare de “Gli orti di via Elisa” Samuele Cosentino, che chiede di intitolare al grande Gualtiero Marchesi l’edizione 2018 de Il Desco. Lo fa citando un passaggio del libro “Franco e Giuliano raccontano La Buca di Sant’Antonio” che lo stesso Cosentino scrisse nel 2016: «A Lucca il prof. Menesini medico, gourmet e presidente dell'Accademia Italiana della Cucina, negli anni ‘70 pensò di organizzare una convention sul “Rapporto tra cucina tradizionale toscana e mediterranea e le nuove tendenze”, che avevano portato in auge la nouvelle cousine. Parteciparono i più famosi chef internazionali tra cui Poul Bocuse e Gualtiero Marchesi. Dopo il dibattito l’evento proseguì nel convento di San Francesco dove molti chef lucchesi avevano il compito di tradurre in piatti i concetti trattati nel dibattito. A un certo punto Bocuse entrò in cucina, aveva scommesso con Marchesi su quale fosse quell’ingrediente che dava ai funghi porcini quell’aroma cosi particolare e unico. Bocuse tornò al tavolo, al quale sedeva anche Ugo Tognazzi: “Ecco Ugo da dove veniva quell’aroma stupendo, era la niepitella”. Marchesi si alzò, richiamò l’attenzione picchiettando la forchetta sul bicchiere: “Chef, cercate in casa qualche vecchia ricetta, provate a migliorarla senza snaturarla”. Fu un messaggio forte, lanciato in pieno periodo nouvelle cousine, che tutti gli chef apprezzarono molto».

«La notizia della morte di Gualtiero Marchesi – sottolinea Cosentino – ha richiamato alla mia memoria queste poche righe che ho scritto l’anno passato sul libro della Buca di Sant’Antonio. E allora lancio un appello agli chef lucchesi e ai membri cittadini dell’Accademia Italiana della Cucina: che Il Desco 2018 sia dedicato a Gualtiero Marchesi e che, al suo interno, si possa ricreare quell’evento di molti anni fa, in cui la cucina del territorio, per mano degli chef lucchesi, si esprima, si manifesti, si valorizzi, ma soprattutto rinnovi il suo messaggio, che come disse a suo tempo Marchesi è un messaggio che si ispira al passato e che guarda al futuro migliorandosi senza stravolgersi. Un concetto di cucina che mette al centro la materia prima con l’obiettivo di promuoverla, nobilitarla, interpretarla senza mai mancarle di rispetto».

«Cuochi di tutta Lucca – chiude l’appello – se ci siete battete i coperchi. Appuntamento al Desco 2018».



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