Sicurezza
Tributi non pagati
Da recuperare un milione e 360mila euro
CAPANNORI. Oltre un milione e 300 mila euro. È la cifra che il Comune di Capannori mira a incassare dal recupero dell’evasione relativa a Imu, Ici e Tasi. L’obiettivo è recuperare il sommerso (a...
2 MINUTI DI LETTURA
CAPANNORI. Oltre un milione e 300 mila euro. È la cifra che il Comune di Capannori mira a incassare dal recupero dell’evasione relativa a Imu, Ici e Tasi. L’obiettivo è recuperare il sommerso (a volte si tratta di casi di errori contabili) procedendo con equità alla riscossione del dovuto sia per dare ossigeno alle casse comunali, sia per evitare che i contribuenti virtuosi, che pagano sempre il dovuto, debbano in qualche modo accollarsi anche la quota degli evasori, non sempre persone in stato di necessità.
La cifra in questione si riferisce agli avvisi di accertamento inviati per la riscossione coatta. Un’operazione, condotta dagli uffici tecnici dell’amministrazione, che ha permesso di fare rientrare tanti soldi nelle casse comunali. L’attività di recupero dell’evasione dell’Ici si riferisce agli anni fino al 2011, quando l’imposta fu abolita e sostituita dall’Imu (per la quale deve essere recuperato l’evaso dal 2012 in poi). Per quanto riguarda la Tasi il tributo sui servizi indivisibili (poi cancellato al governo con la legge di stabilità) c’è da recuperare quanto non è stato pagato per le annualità 2014 e 2015. A seguito delle ispezioni sono stati emessi e notificati avvisi di accertamento dei tributi. A seguito dell’attività di accertamento sull’Ici, Imu e Tasi sono stati emessi avvisi e notifiche per il secondo semestre del 2017 ed è stato valutato che le cifre per le quali procedere all’accertamento nel bilancio di previsione ammontato a 53.369 per l’Ici e 1.307.748 per Imu e Tasi. Prima dell’invio del ruolo coattivo al concessionario della riscossione, il primo passo dell’ufficio tributi del Comune sarà quello di inviare ai contribuenti che non hanno pagato un sollecito di pagamento, in cui si richiede la somma dovuta senza ulteriori aggravi di spesa.
La cifra in questione si riferisce agli avvisi di accertamento inviati per la riscossione coatta. Un’operazione, condotta dagli uffici tecnici dell’amministrazione, che ha permesso di fare rientrare tanti soldi nelle casse comunali. L’attività di recupero dell’evasione dell’Ici si riferisce agli anni fino al 2011, quando l’imposta fu abolita e sostituita dall’Imu (per la quale deve essere recuperato l’evaso dal 2012 in poi). Per quanto riguarda la Tasi il tributo sui servizi indivisibili (poi cancellato al governo con la legge di stabilità) c’è da recuperare quanto non è stato pagato per le annualità 2014 e 2015. A seguito delle ispezioni sono stati emessi e notificati avvisi di accertamento dei tributi. A seguito dell’attività di accertamento sull’Ici, Imu e Tasi sono stati emessi avvisi e notifiche per il secondo semestre del 2017 ed è stato valutato che le cifre per le quali procedere all’accertamento nel bilancio di previsione ammontato a 53.369 per l’Ici e 1.307.748 per Imu e Tasi. Prima dell’invio del ruolo coattivo al concessionario della riscossione, il primo passo dell’ufficio tributi del Comune sarà quello di inviare ai contribuenti che non hanno pagato un sollecito di pagamento, in cui si richiede la somma dovuta senza ulteriori aggravi di spesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google