Il dolore
«Come sta la mamma lo raccontiamo su Fb»
I figli della donna di 56 anni che ha contratto la malattia hanno creato un profilo. «Serve per dire di vaccinarsi e per radunare pensieri positivi»
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LUCCA. «Abbiamo deciso di aprire il profilo Anna Anna in un momento di rabbia. Nostra madre ha contratto la meningite e noi, i suoi due figli, abbiamo deciso di batterci per evitare anche che altre persone potessero contrarre la malattia, come lei. È stato difficile sul momento, ma abbiamo preso questa decisione per sensibilizzare gli altri. E anche per radunare dei pensieri positivi, che in un momento come questo male non fanno».
Parla con grande lucidità e molta forza nella voce uno dei due figli di Anna, la donna di 56 anni della Piana che dal 19 dicembre scorso è ricoverata all’ospedale San Luca con la diagnosi di meningite di tipo C.
Dal 24 dicembre i due fratelli, con il supporto delle rispettive fidanzate, hanno aperto un profilo Facebook pubblico attraverso il quale ragguagliano sulle condizioni cliniche della mamma.
«A scrivere siamo noi figli - fanno presente infatti nel primo post -, il nostro intento è raccontare e dare aggiornamenti sulla sua storia affinché un altra testimonianza possa far riflettere sull’importanza del vaccino, con la speranza che presto questo profilo possa essere gestito da nostra madre... così da poter permettere a lei di scrivere un lieto fine a questa storia».
«Sapevo che mamma non stava bene - racconta ancora uno dei figli - così martedì 19 dicembre sono tornato a farle visita, a vedere come stava. Quando ho notato la rigidità del collo e le prime due - tre macchie nere, piccolissime, su una mano, ho pensato subito che potesse trattarsi di meningite. Mamma non era vaccinata: del resto nella sua fascia di età i casi sono rari, e poi lei è una persona che esce pochissimo - aggiunge il figlio -. È stata una vera fortuna averne riconosciuto i sintomi. Ho chiamato subito l’ambulanza, mamma è stata portata al pronto soccorso e lì gli accertamenti condotti hanno purtroppo confermato il sospetto. Forse con quella telefonata le ho salvato la vita».
Questi giorni di attesa, per i figli e tutti i parenti della donna, sono difficili, ma pieni di speranza. Ci sono piccoli segnali di miglioramento nel quadro clinico della donna, anche se la situazione rimane critica e la prognosi non è sciolta.
La pagina Facebook, che in poche ore ha fatto il pieno di amici e di commenti, di auguri, di racconti di altri casi di meningite, è un modo per i familiari della donna ricoverata per dialogare con l’esterno, anche con persone sconosciute, per scambiarsi testimonianze, per farsi forza anche.
«Non è stato facile uscire allo scoperto - aggiunge il figlio -. E devo dire che né io né mio fratello saremmo riusciti a tanto senza il contributo fondamentale e prezioso che hanno dato le nostre fidanzate, standoci vicini e cercando di dare un’aria di normalità a queste giornate terribili».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Parla con grande lucidità e molta forza nella voce uno dei due figli di Anna, la donna di 56 anni della Piana che dal 19 dicembre scorso è ricoverata all’ospedale San Luca con la diagnosi di meningite di tipo C.
Dal 24 dicembre i due fratelli, con il supporto delle rispettive fidanzate, hanno aperto un profilo Facebook pubblico attraverso il quale ragguagliano sulle condizioni cliniche della mamma.
«A scrivere siamo noi figli - fanno presente infatti nel primo post -, il nostro intento è raccontare e dare aggiornamenti sulla sua storia affinché un altra testimonianza possa far riflettere sull’importanza del vaccino, con la speranza che presto questo profilo possa essere gestito da nostra madre... così da poter permettere a lei di scrivere un lieto fine a questa storia».
«Sapevo che mamma non stava bene - racconta ancora uno dei figli - così martedì 19 dicembre sono tornato a farle visita, a vedere come stava. Quando ho notato la rigidità del collo e le prime due - tre macchie nere, piccolissime, su una mano, ho pensato subito che potesse trattarsi di meningite. Mamma non era vaccinata: del resto nella sua fascia di età i casi sono rari, e poi lei è una persona che esce pochissimo - aggiunge il figlio -. È stata una vera fortuna averne riconosciuto i sintomi. Ho chiamato subito l’ambulanza, mamma è stata portata al pronto soccorso e lì gli accertamenti condotti hanno purtroppo confermato il sospetto. Forse con quella telefonata le ho salvato la vita».
Questi giorni di attesa, per i figli e tutti i parenti della donna, sono difficili, ma pieni di speranza. Ci sono piccoli segnali di miglioramento nel quadro clinico della donna, anche se la situazione rimane critica e la prognosi non è sciolta.
La pagina Facebook, che in poche ore ha fatto il pieno di amici e di commenti, di auguri, di racconti di altri casi di meningite, è un modo per i familiari della donna ricoverata per dialogare con l’esterno, anche con persone sconosciute, per scambiarsi testimonianze, per farsi forza anche.
«Non è stato facile uscire allo scoperto - aggiunge il figlio -. E devo dire che né io né mio fratello saremmo riusciti a tanto senza il contributo fondamentale e prezioso che hanno dato le nostre fidanzate, standoci vicini e cercando di dare un’aria di normalità a queste giornate terribili».
Barbara Antoni
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