Attenzione
In 250 al pranzo della Comunità di Sant’Egidio
Anche sindaco e vescovo all’appuntamento che quest’anno si è spostato in San Francesco
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LUCCA. Un pranzo di Natale con i poveri molto partecipato e accogliente. Quest’anno l’iniziativa promossa a Lucca per il quindicesimo anno consecutivo dalla Comunità di Sant’Egidio ha cambiato sede e si è spostata in un’ampia sala del complesso monumentale San Francesco con un secondo pranzo alla Pia Casa dedicato agli anziani. Oltre 250 persone ancora una volta nel giorno che per molti è il più sentito dell’anno, non sono state lasciate sole e hanno avuto anche a Lucca un posto a tavola dove fare festa, nello spirito più profondo de “Il Natale del Noi al tempo dell’Io”, titolo che Sant’Egidio ha voluto dare all’edizione 2017 del pranzo di Natale.
Presenti0 italiani e stranieri di ogni età con disagi quotidiani, che non hanno dove dormire, senza lavoro o casa, fra questi anche famiglie. Hanno partecipato al pranzo anche Dikran, Anto e Linda, profughi siriani provenienti più di un anno fa da Aleppo ed arrivati in Italia grazie ai corridori umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, Chiese Evangeliche e Tavola Valdese italiane.
Presenti i bambini e i giovani della Scuola della Pace della Comunità e tra i volontari anche i ragazzi profughi della Cooperativa Odissea. Non ha fatto mancare la sua presenza il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e che, insieme a Lino Paoli della Comunità di Sant'Egidio, ha introdotto il pranzo di Natale. Anche l'arcivescovo monsignor Italo Castellani non è voluto mancare, intrattenendosi per un saluto significativo con ciascuna persona presente.
Tutti sono stati accolti da ciascun volontario capotavola in una delle grandi tavole e insieme a loro alla fine del pranzo hanno ricevuto da Babbo Natale un regalo personalizzato. Fra i tavoli i tanti volontari che si sono seduti al fianco dei poveri per condividere la tavola natalizia con loro, hanno ascoltato le loro storie come quella dell’albanese Edrin con nel cuore la speranza del posto fisso promesso e di avere la possibilità di rientrare a breve nel suo paese. O del bergamasco Mariano, tifoso di mezz’età dell’Atalanta da pochi mesi a Lucca per curarsi da una malattia e con tanta voglia di lavorare. Ma anche vicende di speranza come quella della somala Hadija che nonostante un periodo positivo di maggiore tranquillità, non è voluta mancare per festeggiare con quelli che per lei sono amici e familiari la “festa delle feste”.
Tanti ristoranti della città hanno scelto di sostenere il pranzo di Natale regalando i pasti, alcuni forni pane e focaccia, altre aziende con forniture gratuite di formaggio, acqua e bibite, altre con tovaglie e stoviglie per rendere l’ambiente molto familiare. Ricco e variegato il menù offerto a ciascuno dai tanti ristoratori ed associazioni vinicole: zuppa di farro alla maniera lucchese, lasagne con ragù o pomodoro, arrosto di tacchino, caciotta e pecorino dei caseifici lucchesi, padellata di verdure e dadini di patate della Garfagnana al forno, caffè, spumante, panettone o pandoro e frutta secca. Il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio è stato realizzato con il prezioso sostegno logistico alla realizzazione della festa del comitato popolare di piazza San Francesco che ha messo a disposizione le proprie cucine, rendendo possibile la preparazione dei pasti caldi e con le Misericordie di Lucca e Lido di Camaiore.
Gregorio Andreini
Presenti0 italiani e stranieri di ogni età con disagi quotidiani, che non hanno dove dormire, senza lavoro o casa, fra questi anche famiglie. Hanno partecipato al pranzo anche Dikran, Anto e Linda, profughi siriani provenienti più di un anno fa da Aleppo ed arrivati in Italia grazie ai corridori umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, Chiese Evangeliche e Tavola Valdese italiane.
Presenti i bambini e i giovani della Scuola della Pace della Comunità e tra i volontari anche i ragazzi profughi della Cooperativa Odissea. Non ha fatto mancare la sua presenza il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e che, insieme a Lino Paoli della Comunità di Sant'Egidio, ha introdotto il pranzo di Natale. Anche l'arcivescovo monsignor Italo Castellani non è voluto mancare, intrattenendosi per un saluto significativo con ciascuna persona presente.
Tutti sono stati accolti da ciascun volontario capotavola in una delle grandi tavole e insieme a loro alla fine del pranzo hanno ricevuto da Babbo Natale un regalo personalizzato. Fra i tavoli i tanti volontari che si sono seduti al fianco dei poveri per condividere la tavola natalizia con loro, hanno ascoltato le loro storie come quella dell’albanese Edrin con nel cuore la speranza del posto fisso promesso e di avere la possibilità di rientrare a breve nel suo paese. O del bergamasco Mariano, tifoso di mezz’età dell’Atalanta da pochi mesi a Lucca per curarsi da una malattia e con tanta voglia di lavorare. Ma anche vicende di speranza come quella della somala Hadija che nonostante un periodo positivo di maggiore tranquillità, non è voluta mancare per festeggiare con quelli che per lei sono amici e familiari la “festa delle feste”.
Tanti ristoranti della città hanno scelto di sostenere il pranzo di Natale regalando i pasti, alcuni forni pane e focaccia, altre aziende con forniture gratuite di formaggio, acqua e bibite, altre con tovaglie e stoviglie per rendere l’ambiente molto familiare. Ricco e variegato il menù offerto a ciascuno dai tanti ristoratori ed associazioni vinicole: zuppa di farro alla maniera lucchese, lasagne con ragù o pomodoro, arrosto di tacchino, caciotta e pecorino dei caseifici lucchesi, padellata di verdure e dadini di patate della Garfagnana al forno, caffè, spumante, panettone o pandoro e frutta secca. Il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio è stato realizzato con il prezioso sostegno logistico alla realizzazione della festa del comitato popolare di piazza San Francesco che ha messo a disposizione le proprie cucine, rendendo possibile la preparazione dei pasti caldi e con le Misericordie di Lucca e Lido di Camaiore.
Gregorio Andreini
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