Il Tirreno

Lucca

Sotto l’albero i fondi per il nuovo ponte sul fiume Serchio

di Barbara Antoni
Sotto l’albero i fondi per il nuovo ponte sul fiume Serchio

Dal Cipe arrivano i 14,5 milioni necessari a costruire il viadotto Nel 2018 la Provincia potrà dare il via alla gara per i lavori

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LUCCA. Sotto l’albero dei lucchesi ci sono i soldi per costruire il secondo ponte sul Serchio. Una cifra importante: 14,5 milioni che il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) ha appena stanziato e grazie ai quali nel corso del 2018 potrà partire prima la gara per affidare i lavori e poi, una volta assegnati, potranno partire i cantieri.

Ovviamente una notizia che fa esultare oltre ai lucchesi, i politici che, ciascuno per la propria parte, hanno concorso al risultato. Che per Stefano Baccelli, consigliere regionale dem dal 2015 e prima ancora presidente (per due mandati) della Provincia di Lucca, è una vera vittoria. Oltretutto, i soldi per il nuovo ponte - che secondo i piani sorgerà in zona Salicchi -, arrivano in concomitanza di un ulteriore stanziamento del Cipe di cinque milioni di euro per la progettazione del secondo lotto degli assi viari (l’asse est ovest) che si sommano ai 67 già stanziati dal governo il primo lotto (l’asse nord sud), dei 2 milioni della Regione Toscana per la progettazione e dei 15, fa notare Baccelli, «varati nel bilancio approvato durante l’ultima seduta consiliare».

Alla fine i soldi per il nuovo ponte arrivano attraverso il Cipe e non direttamente dalla Regione, come inizialmente previsto. «Tutto nacque - ricostruisce infatti Baccelli - con l’accordo di programma firmato nel marzo 2012 da Provincia, Comune di Lucca e Fondazione Crl. All’epoca furono individuate tre priorità. Quelle della Provincia, di cui ero presidente, furono l’edilizia scolastica relativamente agli istituti superiori e il nuovo ponte; quella del Comune fu il recupero delle Mura. All’inizio - continua - fu pensato che le tre opere venissero finanziate tutte in quota parte: due terzi dalla Fondazione Crl e un terzo dalla Regione. Successivamente, per velocizzare le procedure, si procedette a uno scorporo: la Fondazione finanziò l’edilizia scolastica e il recupero delle Mura, la Regione due milioni per le Mura e i 14,5 per il ponte. Poi con i tagli sopravvenuti sono cambiate alcune situazioni. Negli ultimi due anni, la Fondazione ha finanziato il progetto preliminare del ponte, la Regione con trecentomila euro ha invece finanziato il progetto definitivo e quello esecutivo. I soldi arrivati adesso per il ponte giungono dai fondi coesione e sviluppo che spettavano alla Regione Toscana in virtù di un accordo col governo. Adesso la Provincia può procedere, con i fondi ricevuti, alla gara per assegnare i lavori del ponte».

Baccelli rivendica la scelta «di avere fatto un concorso internazionale per il ponte: volevo che fosse non solo funzionale ma anche bello. Credo di essere stato l’unico a prendere questa decisione, infatti fui anche attaccato. Oggi questo percorso si conclude. Il nuovo ponte avrà un ruolo importante per Lucca. Perché quando ci sono le alluvione e ponte San Quirico viene chiuso, Lucca rimane divisa in due. E perché oltre che un’opera di viabilità, concorre alla sicurezza idraulica».

Anche secondo il senatore Andrea Marcucci, quella di ieri è stata «una giornata storica per Lucca. Quasi diciotto milioni di euro dal Cipe per fondamentali infrastrutture di collegamento e ci sono finanziamenti anche per cultura e sport. Un grandissimo risultato per le amministrazioni locali ottenuto grazie ai governi del Pd, dopo anni di impegni disattesi dalla destra. Il Cipe ha dato il via libera al ponte sul Serchio con un investimento di 14,5 milioni, alla cittadella dello sport a Capannori con un investimento di 1,2 milioni e a 1,990 milioni per il bacino culturale della Valle del Serchio con il restauro delle rocche e fortificazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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