Il Tirreno

Lucca

Dalla zia defunta 4mila euro in "dono"

di Gianni Parrini
A destra Pietro Guidi nel momento in cui gli abbiamo dato la notizia
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A destra Pietro Guidi nel momento in cui gli abbiamo dato la notizia

Operaio di Barga tra gli eredi di un conto dimenticato. A fargli la sorpresa siamo stati proprio noi del Tirreno...

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(Nella foto Pietro Guidi nel momento in cui gli abbiamo dato la notizia)

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BARGA. «Pietro Guidi? Certo che sono io, che le serve…». Quando uno sconosciuto si presenta mentre si è a tavola, dicendo che può farti avere dei soldi, o lo si prende per un millantatore o per un truffatore. Il signor Guidi, 53 enne di Barga, seppur preso alla sprovvista, non sposa né l’una né l’altra ipotesi, ma ci concede un po’ di credito e ascolta la storia che siamo venuti a raccontargli.

È una storia che parte nel 1914 e termina nel 2005, quando sua zia Maria Marchi nata a Barga oltre un secolo fa muore alla veneranda età di 91 anni. La signora Maria aveva lavorato per una vita a servizio della famiglia Crastan, proprietaria dell’omonima azienda del pisano che per tutto il ‘900 e ancora oggi è leader nella produzione di caffè e surrogati. I risparmi che mette da parte nell’arco della sua esistenza li deposita su un conto corrente aperto alla locale filiale della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia (Gruppo Banca Intesa).

Ma al momento del decesso della signora il conto, su cui ci sono 4.159 euro, smette di essere movimentato e così dopo dieci anni diviene “dormiente”, come si dice in gergo. Come da prassi, alla fine del 2016, la banca invia una raccomandata all’indirizzo di residenza della signora, ma non ricevendo risposta dopo tre mesi gira i soldi alla Consap, la società partecipata dal Ministero dell’Economia, che si occupa di gestire le domande di rimborso dei cosiddetti “conti dimenticati”, offrendo assistenza ai titolari dei rapporti o ai loro eredi. Ma se nessuno si fa avanti dopo un altro decennio i soldi finiscono in un fondo per le vittime delle frodi finanziarie.

I parenti della signora Maria Marchi ovviamente non sanno niente di quel conto: nessuno li ha mai avvisati, anche perché nessuno è obbligato a farlo. Così ci abbiamo pensato noi del Tirreno a far loro la sorpresa di Natale: con un po’ di fatica e grazie alla collaborazione del Comune di Barga siamo riusciti a individuare i parenti più prossimi della signora Maria. Pietro Guidi, che lavora in una ditta di escavazioni in Valle, è il nipote. È figlio di Bruna Marchi, sorella della titolare del conto. Trovarlo non è stato uno scherzo: siamo dovuti andare a Barga, abbiamo fatto un po’ di domande e alla fine lo abbiamo scovato mentre mangia un boccone all’agriturismo l’Arsenale. Gli diamo la notizia e per dar credito alle nostre parole gli mostriamo il sito di Consap, mentre ci osserva con circospetta curiosità. Alla fine si convince: «Vi ringrazio, non sapevo niente di quei soldi – racconta – Mia zia è morta da più di dieci anni. Al limite pensavo potesse avere dei conti a Zurigo, dove ogni anno trascorreva alcuni mesi lavorando nella residenza svizzera della famiglia Crastan, ma del conto alla Cassa di risparmio della Lucchesia proprio non avevo idea. Che ci facciamo con i soldi? Innanzi tutto informerò i miei parenti: siamo diversi nipoti visto che mia zia aveva altre due sorelle e un fratello. Ce li divideremo e anche se non verrà fuori una grossa cifra – dice Guidi ancora un po’ incredulo – è un bel regalo di Natale». Il collega di lavoro che siede al tavolo con lui lo guarda con un pizzico di invidia: «Sorridi, io pensavo ti cercassero per una multa da pagare».

Di storie così ce ne sono centinaia: in molti casi non si conosce la consistenza dei conti, eccezion fatta per i rapporti delle banche del gruppo Intesa Sanpaolo (tra cui la Cr Pistoia e Lucchesia). Così, oltre ai titolari dei rapporti che trovate nella tabella a fianco, per una manciata di casi siamo in grado di dirvi gli importi. La signora Simonetta Roncoli, classe 1967, originaria di Lucca ma trasferitasi a Vorno, aveva due conti correnti dimenticati alla Cr Lucchesia per un importo complessivo di 529 euro. Il signor Loris Landi, nato nel 1949 a Lucca da Nello Landi e Fanucchi Angela, all’epoca residenti a Capannori, ha un conto dimenticato da 993 euro alla Cassa di risparmio di Firenze.
 

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