Proteste
Quattro persone intossicate dal monossido
Ci sono anche i titolari del negozio di abbigliamento «Vittorio» in viale Europa a Marlia. Il gas sprigionato da una caldaia
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MARLIA. Momenti di paura ieri sera poco dopo le 19,30 all’interno del negozio di abbigliamento «Vittorio - pronto moda» sul viale Europa a Marlia non troppo distante dal supermarket Esselunga. I titolari del noto esercizio commerciale - una coppia residente nella zona - e i genitori di uno dei due negozianti che abitano al piano superiore dell’edificio sono finiti al pronto soccorso del San Luca per un principio di intossicazione da monossido di carbonio. Un gas velenoso particolarmente insidioso in quanto inodore e insapore che causa un avvelenamento dell'organismo e, senza un intervento di soccorso tempestivo, diventa potenzialmente mortale.
I fatti. A dare l’allarme evitando il peggio è stato il settantenne proprietario dell’appartamento al primo piano, padre di uno dei due titolari del negozio di abbigliamento. Il vano dove vive con la moglie infatti è collegato attraverso una scala interna all’esercizio commerciale. All’orario di chiusura del punto vendita, non vedendo salire i coniugi, ha provato a chiamarli e non ottenendo risposta si è deciso a scendere al piano terra. Il gas killer aveva già iniziato a far effetto perché uno dei due coniugi aveva perduto conoscenza mentre l’altro accusava forti emicranie e un senso di debolezza. Intuita la gravità della situazione, dopo aver aperto le finestre poste sul retro, ha provveduto a chiamare le forze dell’ordine.
I soccorsi. Sul posto la centrale operativa del 118 ha inviato due ambulanze e un'auto medica. E in pochi istanti è stato allertato anche il comando dei vigili del fuoco di via Barbantini. È stato avvertito anche il comando della polizia municipale di Capannori che ha inviato una pattuglia che si è occupata della viabilità nella zona ad alta densità di traffico come viale Europa. I pompieri, dopo aver areato i locali, hanno preso in esame la caldaia che si trovava in un ambiente accanto al negozio e il cui funzionamento è apparso difettoso. Sia i due titolari del negozio «Vittorio» che i coniugi dell’appartamento al primo piano sono stati trasferiti al pronto soccorso per gli accertamenti di rito. Nessuno è in pericolo di vita e la persona che aveva perduto conoscenza in ospedale si è ripresa. (l.t.)
I fatti. A dare l’allarme evitando il peggio è stato il settantenne proprietario dell’appartamento al primo piano, padre di uno dei due titolari del negozio di abbigliamento. Il vano dove vive con la moglie infatti è collegato attraverso una scala interna all’esercizio commerciale. All’orario di chiusura del punto vendita, non vedendo salire i coniugi, ha provato a chiamarli e non ottenendo risposta si è deciso a scendere al piano terra. Il gas killer aveva già iniziato a far effetto perché uno dei due coniugi aveva perduto conoscenza mentre l’altro accusava forti emicranie e un senso di debolezza. Intuita la gravità della situazione, dopo aver aperto le finestre poste sul retro, ha provveduto a chiamare le forze dell’ordine.
I soccorsi. Sul posto la centrale operativa del 118 ha inviato due ambulanze e un'auto medica. E in pochi istanti è stato allertato anche il comando dei vigili del fuoco di via Barbantini. È stato avvertito anche il comando della polizia municipale di Capannori che ha inviato una pattuglia che si è occupata della viabilità nella zona ad alta densità di traffico come viale Europa. I pompieri, dopo aver areato i locali, hanno preso in esame la caldaia che si trovava in un ambiente accanto al negozio e il cui funzionamento è apparso difettoso. Sia i due titolari del negozio «Vittorio» che i coniugi dell’appartamento al primo piano sono stati trasferiti al pronto soccorso per gli accertamenti di rito. Nessuno è in pericolo di vita e la persona che aveva perduto conoscenza in ospedale si è ripresa. (l.t.)
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