Il Tirreno

Lucca

«Noi l’inceneritore non lo vogliamo»

«Noi l’inceneritore non lo vogliamo»

Infuocata assemblea delle persone e delle associazioni che si oppongono al pirogassificatore alla Kme

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GALLICANO. Oltre cento persone, da tutta la Valle del Serchio, si sono ritrovate mercoledì in Sala Guazzelli a Gallicano per riflettere insieme sulle azioni da intraprendere per contrastare il pirogassificatore che i vertici di Kme hanno dichiarato di voler avviare nello stabilimento di Fornaci di Barga.

L’assemblea era stata convocata dai fondatori del gruppo La Libellula i quali, in apertura di serata, hanno illustrato quanto fatto finora e hanno esposto alcune proposte da attuarsi nell’immediato per tutelare la salute dei cittadini. A gennaio per esempio si svolgerà un incontro pubblico in Valle, con esperti che motiveranno le ragioni del no alla produzione di energia da rifiuti e parleranno delle possibili alternative. Molti intervenuti hanno preso la parola per esprimere la loro preoccupazione e per proporre ulteriori iniziative da prendere nell’immediato. Erano presenti esponenti della pagina Fb “No al pirogassificatore di Fornaci”, i quali hanno presentato il loro operato.

Intanto, il movimento di cittadini fa proseliti: crescono infatti le nuove adesioni a La Libellula, con molte offerte di collaborazione e tante idee per contrastare il progetto dell’inceneritore nel polo metallurgico fornacino.

Durante la serata è stato più volte ribadito che la realizzazione di questo impianto rappresenterebbe un passo indietro, e rischierebbe di costituire una fonte di preoccupazione sotto il profilo ambientale e sanitario. È stato anche sottolineato come questo impianto rischierebbe di mettere in discussione molti posti di lavoro in settori legati alle attività agricole e turistiche della valle. Molti poi gli interventi in sala per ribadire come questa proposta coinvolga tutta la Valle del Serchio, con la sua popolazione di sessantamila abitanti distribuiti in un territorio di pregio che va dal Passo dei Carpinelli fino a Lucca: da qui la sollecitazione a una mobilitazione che vada ben oltre il territorio di Fornaci.

È stato ribadito infine come il problema dei posti di lavoro sia fondamentale, ma anche che non è accettabile porre la questione in termini di ricatto occupazionale; che è necessario lavorare per garantire salute e lavoro per tutti, anche perché lavorazioni eventualmente nocive sarebbero dannose in primo luogo per gli operai che le eseguirebbero.

Tutti coloro che hanno aderito a La libellula si ritroveranno a breve per organizzare le prossime azioni, ma chiara e unanime è stata la posizione dell’assemblea: contraria a ogni ipotesi di combustione dei rifiuti a scopi energetici in Valle del Serchio.

Nicola Bellanova

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