Proteste
Furto nel palazzo comunale spariti hard disk e computer
di Gianni Parrini
I ladri hanno colpito giovedì sera mentre era in corso la seduta del consiglio Strumenti informatici rubati agli uffici Appalti e Ambiente. Sul posto la scientifica
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LUCCA. Misterioso colpo al palazzo comunale: spariti gli hard disk dall’ufficio Appalti, assieme ad alcune macchine fotografiche dell’ufficio Ambiente, a un pc portatile, alla carta di credito e alla somma di denaro di un dipendente. Il furto che non ti aspetti si è consumato giovedì sera mentre a palazzo Santini era in corso il consiglio comunale. Nessuno se lo immaginava che i ladri potessero colpire proprio nel cuore delle istituzioni locali, mentre il palazzo è pieno di consiglieri, assessori e gente comune. E invece i balordi hanno sfruttato proprio questo effetto sorpresa: mentre l’attenzione era tutta concentrata sulla sala del consiglio, una o due persone sono penetrate nelle altre stanze del palazzo, dove non c’era anima viva. Prima hanno fatto razzia di hard disk e del pc portatile della responsabile dell’ufficio Appalti Maria Cristina Panconi. Poi sono scesi all’ufficio Ambiente e hanno rubato un paio di macchine fotografiche nonché la carta di credito e i contanti che un dipendente aveva lasciato nella giacca appesa all’attaccapanni. Tutti oggetti poco ingombranti che evidentemente i ladri sono riusciti a occultare nelle tasche o sotto pesanti giacconi invernali. In questo modo sono usciti indisturbati da palazzo, sfilando sotto lo sguardo degli usceri che non hanno avuto modo di notare niente di insolito, visto il via vai di gente che si registra durante i consigli comunali.
«Non escludiamo alcuna ipotesi», dice il comandante dei vigili urbani Maurizio Prina, che con i suoi uomini è intervenuto per effettuare un sopralluogo. Negli uffici interessati dal blitz state individuate alcune impronte sospette, così sono intervenuti gli uomini della polizia scientifica. Telecamere, purtroppo non ve ne sono. Gli unici indizi in mano agli investigatori sono le impronte e le testimonianze di chi era presente nel palazzo. Alcune delle persone presenti sono state ascoltate.
In un primo momento si era pensato che potesse trattarsi di un furto mirato all’ufficio Gare e appalti: in realtà carte e fascicoli non sono stati toccati e il materiale che era sugli hard disk, almeno a quanto dicono da palazzo, non era particolarmente rilevante. Oltretutto niente è andato perduto dato che i file contenuti nelle memorie portatili sono comunque salvati su un server esterno. Ma le indagini sono condotte a 360 gradi e non si esclude alcuna ipotesi. Piccola curiosità: ieri mattina il sistema informatico del Comune è andato in crash per alcune ore. I tecnici sono intervenuti risolvendo il problema velocemente. I due fatti non sembrano correlati.
«Non escludiamo alcuna ipotesi», dice il comandante dei vigili urbani Maurizio Prina, che con i suoi uomini è intervenuto per effettuare un sopralluogo. Negli uffici interessati dal blitz state individuate alcune impronte sospette, così sono intervenuti gli uomini della polizia scientifica. Telecamere, purtroppo non ve ne sono. Gli unici indizi in mano agli investigatori sono le impronte e le testimonianze di chi era presente nel palazzo. Alcune delle persone presenti sono state ascoltate.
In un primo momento si era pensato che potesse trattarsi di un furto mirato all’ufficio Gare e appalti: in realtà carte e fascicoli non sono stati toccati e il materiale che era sugli hard disk, almeno a quanto dicono da palazzo, non era particolarmente rilevante. Oltretutto niente è andato perduto dato che i file contenuti nelle memorie portatili sono comunque salvati su un server esterno. Ma le indagini sono condotte a 360 gradi e non si esclude alcuna ipotesi. Piccola curiosità: ieri mattina il sistema informatico del Comune è andato in crash per alcune ore. I tecnici sono intervenuti risolvendo il problema velocemente. I due fatti non sembrano correlati.
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