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Ancora grave la donna colpita dalla meningite

Ancora grave la donna colpita dalla meningite

Il dottor Tomasi (Asl): «Chiunque può venire a contatto con un portatore sano, il vaccino è l’unica arma». Intanto migliora l’uomo ricoverato lunedì

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LUCCA. Restano gravi le condizioni della donna di 56 anni, ricoverata mercoledì scorso al San Luca e affetta dalla forma più grave di meningite, quella del ceppo C. La donna si trova tuttora ricoverata nel reparto di terapia intensiva. Reparto dove si trova ancora anche l’uomo di 34 anni, residente in Valle del Serchio, arrivato all’ospedale di Lucca lunedì scorso, anche lui colpito da meningite. Ma in questo caso il quadro clinico è decisamente più confortante, l’uomo, infatti, era stato colpito da meningite pneumococcica. Una forma certo da non sottovalutare, ma comunque meno grave di quella che ha colpito la donna di Capannori, e l’uomo sta reagendo bene al trattamento antibiotico, mostrando segni di netto miglioramento. In pratica è fuori pericolo.

Ma mentre i pazienti stanno lottando per la loro salute, e dopo gli interventi per la profilassi verso le persone che erano state a contatto con la donna (fortunatamente pochissime, mentre nel caso dell’uomo non c’è stato bisogno di alcun intervento, trattandosi di una forma non contagiosa), resta un ultima questione irrisolta (e probabilmente non risolvibile): chi ha trasmesso la malattia alla donna?

Sì, perché una volta appurato che la stessa donna non ha contagiato nessuno resta da capire il passaggio precedente: chi ha trasmesso il batterio a lei? Una domanda cui è difficile dare una risposta. O, meglio, si può dare una risposta, ma generica. Chiunque potrebbe aver trasmesso la meningite e quel chiunque potrebbe trasmetterla ad altri. Insomma, parafrasando Fox Mulder di X-Files, “il pericolo è là fuori” (ancora).

«La donna è venuta a contatto con un portatore sano, ma chi sia non lo sapremo mai», è la spiegazione del dottor Alberto Tomasi, responsabile dell’Ufficio igiene dell’Asl Toscana Nord-Ovest. Sì, perché un aspetto che viene spesso dimenticato, esistono migliaia di persone (soprattutto tra i giovanissimi) che sono portatori sani senza saperlo, il 3-4% della popolazione secondo l’Istituto superiore di sanità. Insomma involontari e potenziali “untori” che possiamo incontrare mentre andiamo a fare la spesa o semplicemente facendo una passeggiata. «L’unica difesa è la vaccinazione – sintetizza il dottor Tomasi – in questo caso il batterio della meningite ha avuto anche gioco facile, la donna non aveva fatto nessun vaccino, non solo quello contro la meningite, ma nemmeno l’antinfluenzale, e il suo organismo era già debilitato da un’influenza. Insomma presentava tutti i fattori di rischio». Però quella del contatto con portatori rappresenta una roulette russa per tutti, anche per chi è forte e in salute, magari meno a rischio, ma lo stesso non al sicuro.

Luigi Spinosi

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