Sicurezza
Piano anti-influenza al Pronto soccorso
Letti in più e personale aggiuntivo in caso di sovraffollamenti, ma la Cgil contesta il progetto: «Creerà solo caos»
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LUCCA
Il piano anti-influenza dell’Asl fa infuriare i sindacati. La Cgil Fp di Lucca rifiuta totalmente le linee operative che intende adottare l’azienda Asl nord ovest nei confronti del personale del comparto (infermieri, tecnici sanitari e operatori socio sanitari) sulla gestione del sovraffollamento delle strutture ospedaliere in vista dei picchi influenzali. Il piano è partito il 15 dicembre e durerà fino al 28 febbraio. Tra le altre cose prevede l’istituzione da 6 a 10 posti letto in più da attivare nel caso la permanenza dei “destini” (pazienti del pronto soccorso in attesa di ricovero) si proroghi oltre un determinato limite. In pratica l’allerta scatterà nel caso in cui il 30% dei pazienti sia in attesa da più di 16 ore. Non solo: a quel punto si potrà chiedere un numero di rinforzi nel personale. Che però l’Asl non ha ancora quantificato. L’unica cosa certa è che i medici saranno coinvolti su base volontaria con turni aggiuntivi, mentre gli infermieri saranno presi da fuori ospedale con assunzioni “a chiamata” o attraverso l’adesione volontaria a ore di attività aggiuntiva.. Ma i sindacati contestano le scelte dell’azienda, sia nel contenuto sia nel metodo: «Siamo stati messi a conoscenza con estremo ritardo di quanto sarebbe dovuto avvenire – spiegano Giovanna Lo Zopone ed Elisabetta Battistoni, della funzione pubblica Cgil – Una simile gestione rischia di rivelarsi un grande caos, ingestibile con strumenti e risorse sottostimati che potrebbero creare grossi problemi anche nelle attività ordinarie».
La polemica riguarda la mancata concertazione del piano e il ritardo con cui è stato presentato: «Le aziende sanitarie – dice la nota dei sindacati – dovevano introdurre e pubblicare strategie di gestione in caso di sovraffollamento entro il 31 di ottobre. Difatti il piano operativo ci viene presentato il giorno stesso in cui si attiva il progetto di sovraffollamento che va dal 15 dicembre al 28 febbraio, senza dar modo a una approfondita valutazione, poi spostato al 20 dicembre senza che si sia raggiunto un accordo con i sindacati».
Al di là dei modi i sindacati contestanto anche i contenuti del piano: «Quella che doveva rappresentare in prima istanza una scelta volontaria e condivisa degli operatori, diviene una forma di coatta adesione senza appello e dove sorprendentemente vengono tagliati fuori la figure come gli oss, indispensabili per il buon funzionamento del percorso indicato. I lavoratori e le lavoratrici, dovrebbero aderire a un progetto a cui non è obbligatorio partecipare. L’azienda doveva pensare per tempo a un piano “B”: l’eventuale introduzione di personale attraverso le agenzie interinali, lì dove non sono disponibili graduatorie da cui attingere personale a tempo determinato, assunto direttamente dall’Asl. Ma sappiamo tutti bene che sono stati mandati via i tempi determinati già in servizio con scadenza ad ottobre. Ricordiamo che gli organici già ridotti all’osso devono sempre più spesso sopperire al lavoro istituzionale saltando spesso riposi, ferie non concesse, rientri obbligati su malattie ecc. per garantire il servizio».
La Fp Cgil di Lucca da tempo che chiede una seria discussione sugli organici e carichi di lavoro: «Abbiamo chiesto nell'ordine – conclude la nota – assunzioni tempi determinati, assunzioni da Agenzia interinali, assoluta volontarietà del personale infermieristico e Oss alla partecipazione al progetto pagato dall'azienda, attualmente gli oss non vengono coinvolti; tutto il lavoro deve essere retribuito da progetto e non come propone l'azienda che le prime 3 ore siano pagate a straordinario».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il piano anti-influenza dell’Asl fa infuriare i sindacati. La Cgil Fp di Lucca rifiuta totalmente le linee operative che intende adottare l’azienda Asl nord ovest nei confronti del personale del comparto (infermieri, tecnici sanitari e operatori socio sanitari) sulla gestione del sovraffollamento delle strutture ospedaliere in vista dei picchi influenzali. Il piano è partito il 15 dicembre e durerà fino al 28 febbraio. Tra le altre cose prevede l’istituzione da 6 a 10 posti letto in più da attivare nel caso la permanenza dei “destini” (pazienti del pronto soccorso in attesa di ricovero) si proroghi oltre un determinato limite. In pratica l’allerta scatterà nel caso in cui il 30% dei pazienti sia in attesa da più di 16 ore. Non solo: a quel punto si potrà chiedere un numero di rinforzi nel personale. Che però l’Asl non ha ancora quantificato. L’unica cosa certa è che i medici saranno coinvolti su base volontaria con turni aggiuntivi, mentre gli infermieri saranno presi da fuori ospedale con assunzioni “a chiamata” o attraverso l’adesione volontaria a ore di attività aggiuntiva.. Ma i sindacati contestano le scelte dell’azienda, sia nel contenuto sia nel metodo: «Siamo stati messi a conoscenza con estremo ritardo di quanto sarebbe dovuto avvenire – spiegano Giovanna Lo Zopone ed Elisabetta Battistoni, della funzione pubblica Cgil – Una simile gestione rischia di rivelarsi un grande caos, ingestibile con strumenti e risorse sottostimati che potrebbero creare grossi problemi anche nelle attività ordinarie».
La polemica riguarda la mancata concertazione del piano e il ritardo con cui è stato presentato: «Le aziende sanitarie – dice la nota dei sindacati – dovevano introdurre e pubblicare strategie di gestione in caso di sovraffollamento entro il 31 di ottobre. Difatti il piano operativo ci viene presentato il giorno stesso in cui si attiva il progetto di sovraffollamento che va dal 15 dicembre al 28 febbraio, senza dar modo a una approfondita valutazione, poi spostato al 20 dicembre senza che si sia raggiunto un accordo con i sindacati».
Al di là dei modi i sindacati contestanto anche i contenuti del piano: «Quella che doveva rappresentare in prima istanza una scelta volontaria e condivisa degli operatori, diviene una forma di coatta adesione senza appello e dove sorprendentemente vengono tagliati fuori la figure come gli oss, indispensabili per il buon funzionamento del percorso indicato. I lavoratori e le lavoratrici, dovrebbero aderire a un progetto a cui non è obbligatorio partecipare. L’azienda doveva pensare per tempo a un piano “B”: l’eventuale introduzione di personale attraverso le agenzie interinali, lì dove non sono disponibili graduatorie da cui attingere personale a tempo determinato, assunto direttamente dall’Asl. Ma sappiamo tutti bene che sono stati mandati via i tempi determinati già in servizio con scadenza ad ottobre. Ricordiamo che gli organici già ridotti all’osso devono sempre più spesso sopperire al lavoro istituzionale saltando spesso riposi, ferie non concesse, rientri obbligati su malattie ecc. per garantire il servizio».
La Fp Cgil di Lucca da tempo che chiede una seria discussione sugli organici e carichi di lavoro: «Abbiamo chiesto nell'ordine – conclude la nota – assunzioni tempi determinati, assunzioni da Agenzia interinali, assoluta volontarietà del personale infermieristico e Oss alla partecipazione al progetto pagato dall'azienda, attualmente gli oss non vengono coinvolti; tutto il lavoro deve essere retribuito da progetto e non come propone l'azienda che le prime 3 ore siano pagate a straordinario».
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