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È il quinto episodio Un anno fa la morte del piccolo Gabriele

LUCCA. Quello della signora 56enne di Capannori è il quinto caso di meningite registrato a Lucca negli ultimi 3 anni. Il primo fu quello di una impiegata lucchese di 27 anni che una sera di aprile...

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LUCCA. Quello della signora 56enne di Capannori è il quinto caso di meningite registrato a Lucca negli ultimi 3 anni. Il primo fu quello di una impiegata lucchese di 27 anni che una sera di aprile del 2015 si presentò al San Luca con febbre alta, mal di testa, dolori, sonnolenza. La diagnosi fu tremenda: meningite di tipo C. Venne subito trattata con una forte dose di antibiotico e trasferita a Pescia (al San Luca non vi erano letti disponibili). Le sue condizioni sono migliorate nel corso dei giorni e si è salvata. Pochi giorni dopo, sempre nell’aprile 2015, è stata la volta di Andrea Lanfri, allora 29enne. Il giovane fu colpito da setticemia da meningococco, sempre del tipo C. Di fronte a un quadro clinico estremamente grave i medici furono costretti ad amputargli entrambi i piedi andati in cancrena. Oggi Lanfri è un testimonial della lotta alla meningite nonché un brillante atleta: ha sfiorato le Paralimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro e miete record su record in varie discipline.

Il terzo caso è quello di Cristiano Giannessi, 31enne di Chiesina Uzzanese, ricoverato al San Luca il 14 gennaio per una meningite di tipo C. «Mi sono sentito male la mattina del 13 gennaio - raccontava Cristiano al Tirreno - durante il giorno ho avuto la febbre alta e dolore alle articolazioni, al collo e alla testa. La sera verso le 22 sono comparse delle macchie sulle gambe e sulle braccia. Abbiamo chiamato l’ambulanza che mi ha trasportato al pronto soccorso di Pescia dove mi è stato dato l’antibiotico. Durante la notte poi sono stato trasferito al San Luca di Lucca e per sei giorni sono stato in coma farmacologico. Nel frattempo mi è stato depurato il sangue e martedì mi sono finalmente risvegliato». Cristiano ha superato la malattia e anche lui oggi si batte per invitare giovani e meno giovani a vaccinarsi.

Il quarto caso è il più tragico e doloroso. Riguarda la morte del piccolo Gabriele, il bambino porcarese di 22 mesi stroncato nella tarda serata di mercoledì 28 dicembre 2016, da meningite fulminante, patologia per la quale non era stato ancora vaccinato. Il decesso è sopraggiunto dopo poco che il piccolo era al Meyer di Firenze. (g.p.)

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