Il dolore
C’è l’ordinanza contro i botti di Capodanno
A Lucca niente petardi o fuochi artificiali dalla 6 del 31 dicembre. Saranno consentiti soltano nelle zone più isolate
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LUCCA. Ritorna l’ordinanza contro i botti di fine anno. Come anticipato nei giorni scorsi dal Tirreno, quest’anno il sindaco Alessandro Tambellini, insieme al presidente del consiglio comunale Francesco Battistini e con l’appoggio di “Lucca per l’ambiente”, aveva deciso di riproporre il provvedimento già preso a fine 2015. Superando, dunque, l’impasse dello scorso anno quando c’era stato una sorta di diktat della prefettura che aveva diffidato i sindaci dall’adottare atti di questo genere, contestandone la caratteristica di urgenza. Alla fine molti primi cittadini avevano deciso di limitarsi a semplici “raccomandazioni”, con l’eccezione di Viareggio dove Giorgio Del Ghingaro aveva proibito petardi, mortaretti e simili. Quest’anno anche Lucca si inserisce su questa strada, anche visto il cambio alla guida della prefettura.
Nelle premesse dell’ordinanza firmata da Tambellini si ricorda che i fuochi artificiali «anche se ammessi alla libera vendita al pubblico possono causare lesioni e gravi danni fisici, sia a chi li maneggia, sia a chi ne venga fortuitamente colpito, mettendo a rischio l’incolumità delle persone». Inoltre, «il rumore intenso e il fumo generato dall’uso incontrollato genera, nei soggetti più fragili e negli animali, fenomeni di forte stress, disorientamento e panico, oltreché in generale possibili danni, diretti e indiretti, all’integrità fisica di chi ne viene fortuitamente colpito».
Proprio la tutela degli animali è stato uno dei “motori” più importanti di questo provvedimento. Proprio sul giornale di ieri avevamo pubblicato la petizione di una serie di associazioni animaliste per chiedere l’adozione dell’ordinanza antibotti.
Che è arrivata nel pomeriggio di giovedì 21 dicembre, con la pubblicazione all’albo pretorio del Comune.
La validità dell’ordinanza inizia dalle 6 del 31 dicembre per durare fino alla mezzanotte del giorno successivo, lunedì 1° gennaio. Il divieto di far esplodere i fuochi artificiali vale «in luoghi aperti al pubblico e in vie, piazze, aree pubbliche, dove transitino o siano presenti i soggetti più fragili e gli animali».
Si precisa comunque che si possono utilizzare i fuochi artificiali (ovviamente legali), «in zone isolate e, comunque, a debita distanza dalle persone fragili e dagli animali, evitando le zone affollate per la presenza di feste o per altri motivi».
Chi non rispetterà l’ordinanza rischia una multa da 25 a 500 euro. Ma proprio la questione dei controlli è, probabilmente, la parte più delicata - e più difficile - di tutta questa partita.
Nelle premesse dell’ordinanza firmata da Tambellini si ricorda che i fuochi artificiali «anche se ammessi alla libera vendita al pubblico possono causare lesioni e gravi danni fisici, sia a chi li maneggia, sia a chi ne venga fortuitamente colpito, mettendo a rischio l’incolumità delle persone». Inoltre, «il rumore intenso e il fumo generato dall’uso incontrollato genera, nei soggetti più fragili e negli animali, fenomeni di forte stress, disorientamento e panico, oltreché in generale possibili danni, diretti e indiretti, all’integrità fisica di chi ne viene fortuitamente colpito».
Proprio la tutela degli animali è stato uno dei “motori” più importanti di questo provvedimento. Proprio sul giornale di ieri avevamo pubblicato la petizione di una serie di associazioni animaliste per chiedere l’adozione dell’ordinanza antibotti.
Che è arrivata nel pomeriggio di giovedì 21 dicembre, con la pubblicazione all’albo pretorio del Comune.
La validità dell’ordinanza inizia dalle 6 del 31 dicembre per durare fino alla mezzanotte del giorno successivo, lunedì 1° gennaio. Il divieto di far esplodere i fuochi artificiali vale «in luoghi aperti al pubblico e in vie, piazze, aree pubbliche, dove transitino o siano presenti i soggetti più fragili e gli animali».
Si precisa comunque che si possono utilizzare i fuochi artificiali (ovviamente legali), «in zone isolate e, comunque, a debita distanza dalle persone fragili e dagli animali, evitando le zone affollate per la presenza di feste o per altri motivi».
Chi non rispetterà l’ordinanza rischia una multa da 25 a 500 euro. Ma proprio la questione dei controlli è, probabilmente, la parte più delicata - e più difficile - di tutta questa partita.
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