La manifestazione
Rinnovo del direttivo
Assemblea “calda” alla Pro Loco
Polemica sugli aventi diritto al voto, tutto rinviato a febbraio
3 MINUTI DI LETTURA
BAGNI DI LUCCA. Boom di iscritti alla Pro Loco di Bagni di Lucca. Una notizia positiva, certo, ma che ha invece portato a scontri e tensioni esplose nella assemblea di mercoledì sera (poi aggiornata al prossimo febbraio) con la convocazione per il rinnovo del direttivo ed elezione del presidente.
Al Circolo dei Forestieri erano presenti 125 persone (la Pro Loco ha ora 156 soci), ma solo 46 avevano il diritto al voto avendo la tessera da più di 6 mesi. L’assemblea si è svolta in un clima rissoso e il presidente uscente Valerio Ceccarelli, per calmare gli animi si è detto disposto a dare la possibilità di voto a tutti i presenti in caso di assenso dalla maggioranza dei soci («Che e ha, da statuto, potere sovrano»).
Ma si è scatenato il finimondo con persone in piedi che urlavano, in un clima da stadio. Molti hanno chiesto di consentire la votazione solo da parte di chi «era effettivamente in regola», cioè col tesseramento da almeno 6 mesi.
Ceccarelli aveva ricevuto una lettera da parte di alcuni commercianti con la quale veniva richiesto di posticipare solo di alcuni giorni la data della convocazione, cosa che avrebbe dato la possibilità di volo a tante persone (lettera protocollata in comune il 19 dicembre, un solo giorno prima della convocazione).
Sconforto da parte dei giovani presenti in sala e che si erano messi a disposizione per essere eletti: la serata li ha letteralmente demoralizzati e spiazzati, le scene che si sono trovate davanti agli occhi erano penose. Al presidente è stato fatto presente anche la mancata presentazione del bilancio della Pro Loco, o almeno una relazione finanziaria in sintesi, elemento di preoccupazione per chi ha dato disponibilità per essere in lista.
A niente è servito l’intervento di Daniele Corsi, esponente della Rockonda, «pratico di statuti che riguardano le associazioni»: il clima della sala con un pubblico diviso in due fazioni è diventato col trascorrere del tempo sempre più caldo. Tanti hanno chiesto a Ceccarelli un comportamento più deciso e forte, ma il presidente è apparso in difficoltà davanti a una platea così numerosa e divisa. Polemiche anche sui modi della convocazione della assemblea: ci sono state lamentele per non aver ricevuto la lettera a casa.
Ora occorrono il tesseramento nel 2018 (rinnovo) e 30 giorni di tempo dopo la convocazione, per tornare al voto. Voterà chi, alla fine del 2017, aveva un tesseramento superiore a 6 mesi. Nel frattempo i soci sperano di poter conoscere la situazione economico finanziaria dell’associazione.
Sono stati messi in discussione anche il “modo” della registrazione delle deleghe, del voto per alzata di mano e «la mancanza di chiarezza» sull’appartenenza all’associazione di tutti quelli che hanno votato per procedere al voto allargato. I candidati di mercoledì sera per il nuovo direttivo erano David Camilli, Giulia Mariani, David Bonaventuri, Stefano Carpita, Dario Puppa, Domenico Megali, Beatrice Ori, Moreno Barsotti e Valerio Ceccarelli. (e.a.)
Al Circolo dei Forestieri erano presenti 125 persone (la Pro Loco ha ora 156 soci), ma solo 46 avevano il diritto al voto avendo la tessera da più di 6 mesi. L’assemblea si è svolta in un clima rissoso e il presidente uscente Valerio Ceccarelli, per calmare gli animi si è detto disposto a dare la possibilità di voto a tutti i presenti in caso di assenso dalla maggioranza dei soci («Che e ha, da statuto, potere sovrano»).
Ma si è scatenato il finimondo con persone in piedi che urlavano, in un clima da stadio. Molti hanno chiesto di consentire la votazione solo da parte di chi «era effettivamente in regola», cioè col tesseramento da almeno 6 mesi.
Ceccarelli aveva ricevuto una lettera da parte di alcuni commercianti con la quale veniva richiesto di posticipare solo di alcuni giorni la data della convocazione, cosa che avrebbe dato la possibilità di volo a tante persone (lettera protocollata in comune il 19 dicembre, un solo giorno prima della convocazione).
Sconforto da parte dei giovani presenti in sala e che si erano messi a disposizione per essere eletti: la serata li ha letteralmente demoralizzati e spiazzati, le scene che si sono trovate davanti agli occhi erano penose. Al presidente è stato fatto presente anche la mancata presentazione del bilancio della Pro Loco, o almeno una relazione finanziaria in sintesi, elemento di preoccupazione per chi ha dato disponibilità per essere in lista.
A niente è servito l’intervento di Daniele Corsi, esponente della Rockonda, «pratico di statuti che riguardano le associazioni»: il clima della sala con un pubblico diviso in due fazioni è diventato col trascorrere del tempo sempre più caldo. Tanti hanno chiesto a Ceccarelli un comportamento più deciso e forte, ma il presidente è apparso in difficoltà davanti a una platea così numerosa e divisa. Polemiche anche sui modi della convocazione della assemblea: ci sono state lamentele per non aver ricevuto la lettera a casa.
Ora occorrono il tesseramento nel 2018 (rinnovo) e 30 giorni di tempo dopo la convocazione, per tornare al voto. Voterà chi, alla fine del 2017, aveva un tesseramento superiore a 6 mesi. Nel frattempo i soci sperano di poter conoscere la situazione economico finanziaria dell’associazione.
Sono stati messi in discussione anche il “modo” della registrazione delle deleghe, del voto per alzata di mano e «la mancanza di chiarezza» sull’appartenenza all’associazione di tutti quelli che hanno votato per procedere al voto allargato. I candidati di mercoledì sera per il nuovo direttivo erano David Camilli, Giulia Mariani, David Bonaventuri, Stefano Carpita, Dario Puppa, Domenico Megali, Beatrice Ori, Moreno Barsotti e Valerio Ceccarelli. (e.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
