Attenzione
A Capannori tre alberi monumentali
Nella lista stilata dal ministero delle Politiche Agricole la quercia di Pinocchio, il platano di Vorno e il leccio di San Gennaro
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LUCCA. Il più famoso è certamente lui, l’albero di Pinocchio, ma adesso non è solo. Nel primo elenco delle piante monumentali d’Italia, diffuso ieri dal ministero delle Politiche Agricole, la Lucchesia (e Capannori in particolare) mette a segno un bel colpo. Dalla nostra provincia sono stati inseriti nell’elenco 4 alberi, e tre di questi si trovano nel Capannorese (il quarto è in Versilia). Un dato rilevante anche dal punto di vista statistico, se si pensa che l’elenco nazionale comprende 2.407 alberi. Ebbene, considerando che in Italia ci sono poco meno di 8mila comuni, avere ben tre alberi nell’elenco – come accaduto a Capannori – se non è un record poco ci manca.
«L’elenco – si legge sulla nota del Ministero – si compone di alberi che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico (età, dimensioni, morfologia, rarità della specie, habitat per alcune specie animali), per l’importanza storica, culturale e religiosa che rivestono in determinati contesti territoriali».
«Questo primo elenco – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – rappresenta uno strumento utile per diffondere la conoscenza di un patrimonio naturale e culturale collettivo di inestimabile valore. Gli alberi monumentali hanno un forte valore identitario per molte comunità e per questo vogliamo promuovere e valorizzare la loro conoscenza tra i cittadini».
Come era logico attendersi in questa lista è inserita la cosiddetta “Quercia delle streghe”, la secolare pianta di Gragnano, al confine con San Martino in Colle, conosciuta anche come la quercia di Pinocchio. Un esemplare di farnia dall’età stimata di 600 anni, che secondo le tradizioni popolari avrebbe ospitato i riti sabbatici delle streghe e che avrebbe pure ispirato Carlo Lorenzini, l’autore di Pinocchio (nel passaggio in cui il burattino si impicca a un albero). Da qui i soprannomi attribuiti alla pianta.
E con lei nell’elenco sono stati inseriti altri due alberi capannoresi (che, come la quercia di Pinocchio facevano già parte dell’elenco monumentale stilato pochi anni fa dalla Regione Toscana). Si tratta di un platano, che si trova tra le località di Badia di Cantignano e Vorno, e di un leccio che si trova a San Gennaro.
Il platano, un esemplare centenario dalle dimensioni notevoli (è alto 25 metri, con una circonferenza di oltre 5 metri), caratterizza il giardino di Villa Controni. Un albero che non si può raggiungere a piedi, dal momento che si trova su un isolotto al centro del laghetto nel parco della villa.
Il leccio di San Gennaro, alto poco meno di 20 metri e con una circonferenza che supera i cinque, ha un’età stimata di 300 anni, e caratterizza il giardino di Villa Leoni.
«L’approccio valutativo che ha portato all’attribuzione del carattere di monumentalità e quindi all’iscrizione in elenco è stato attento non solo al contesto ambientale – prosegue la nota del Ministero – ma anche a quello storico e paesaggistico in cui l’albero o il sistema omogeneo di alberi insiste. L’elenco è frutto di un’intensa attività di catalogazione realizzata, in modo coordinato, dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dalle Regioni e Province autonome e dai Comuni, che la legge indica come diretti operatori del censimento. Ai soggetti istituzionali si sono aggiunti, per il supporto scientifico, il Centro di ricerca per l’agrobiologia e la pedologia del Crea, e per le preziose attività di segnalazione Enti parco, istituti scolastici, professionisti agronomi e forestali, associazioni ambientaliste e cittadini».
Luigi Spinosi
«L’elenco – si legge sulla nota del Ministero – si compone di alberi che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico (età, dimensioni, morfologia, rarità della specie, habitat per alcune specie animali), per l’importanza storica, culturale e religiosa che rivestono in determinati contesti territoriali».
«Questo primo elenco – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – rappresenta uno strumento utile per diffondere la conoscenza di un patrimonio naturale e culturale collettivo di inestimabile valore. Gli alberi monumentali hanno un forte valore identitario per molte comunità e per questo vogliamo promuovere e valorizzare la loro conoscenza tra i cittadini».
Come era logico attendersi in questa lista è inserita la cosiddetta “Quercia delle streghe”, la secolare pianta di Gragnano, al confine con San Martino in Colle, conosciuta anche come la quercia di Pinocchio. Un esemplare di farnia dall’età stimata di 600 anni, che secondo le tradizioni popolari avrebbe ospitato i riti sabbatici delle streghe e che avrebbe pure ispirato Carlo Lorenzini, l’autore di Pinocchio (nel passaggio in cui il burattino si impicca a un albero). Da qui i soprannomi attribuiti alla pianta.
E con lei nell’elenco sono stati inseriti altri due alberi capannoresi (che, come la quercia di Pinocchio facevano già parte dell’elenco monumentale stilato pochi anni fa dalla Regione Toscana). Si tratta di un platano, che si trova tra le località di Badia di Cantignano e Vorno, e di un leccio che si trova a San Gennaro.
Il platano, un esemplare centenario dalle dimensioni notevoli (è alto 25 metri, con una circonferenza di oltre 5 metri), caratterizza il giardino di Villa Controni. Un albero che non si può raggiungere a piedi, dal momento che si trova su un isolotto al centro del laghetto nel parco della villa.
Il leccio di San Gennaro, alto poco meno di 20 metri e con una circonferenza che supera i cinque, ha un’età stimata di 300 anni, e caratterizza il giardino di Villa Leoni.
«L’approccio valutativo che ha portato all’attribuzione del carattere di monumentalità e quindi all’iscrizione in elenco è stato attento non solo al contesto ambientale – prosegue la nota del Ministero – ma anche a quello storico e paesaggistico in cui l’albero o il sistema omogeneo di alberi insiste. L’elenco è frutto di un’intensa attività di catalogazione realizzata, in modo coordinato, dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dalle Regioni e Province autonome e dai Comuni, che la legge indica come diretti operatori del censimento. Ai soggetti istituzionali si sono aggiunti, per il supporto scientifico, il Centro di ricerca per l’agrobiologia e la pedologia del Crea, e per le preziose attività di segnalazione Enti parco, istituti scolastici, professionisti agronomi e forestali, associazioni ambientaliste e cittadini».
Luigi Spinosi
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